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Ospedali, illustrato Piano Nazionale Esiti 2014: migliorano le cure ospedaliere ma la Campania resta maglia nera

Caserta - Lunedì 20 ottobre è stato illustrato alla stampa, alla presenza del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il Programma Nazionale Esiti (PNE). Il Programma è sviluppato da Agenas per conto del Ministero della Salute e fornisce a...

Lunedì 20 ottobre è stato illustrato alla stampa, alla presenza del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il Programma Nazionale Esiti (PNE). Il Programma è sviluppato da Agenas per conto del Ministero della Salute e fornisce a livello nazionale valutazioni comparative di efficacia e qualità delle cure prodotte nell'ambito del servizio sanitario, così come previsto dal Patto per la Salute. PNE fornisce evidenze sull'associazione tra volumi di attività ed esiti delle cure ai fini dell'individuazione degli standard qualitativi e quantitativi dell'assistenza ospedaliera.
PNE individua oggi 131 indicatori, osservati sia dal punto di vista dei "provider" (gli ospedali che hanno erogato le cure) sia da quello della funzione di tutela/committenza (le ASL). I dati sono analizzati per gli anni 2008-2013 e consentono di individuare tempestivamente scostamenti dei valori per le singole aziende rispetto al valore medio nazionale, al benchmark nazionale e all'anno precedente.Sono intervenuti alla Conferenza il Direttore Scientifico del Programma Nazionale Esiti, Marina Davoli, il Direttore Generale di Agenas, Francesco Bevere e il Direttore Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero Renato Botti.
Cosa emerge dal report? In primis il fatto che le performance del Sistema sanitario nazionale migliorano, ma le differenze tra le Regioni, e soprattutto all'interno delle stesse, permangono. Qualche esempio: la proporzione di fratture di femore sopra i 65 anni di età operate entro due giorni è passata dal 28.7% del 2008 al 45.7% del 2013, restando ancora al di sotto dello standard atteso, superiore all'80%. Si osserva una notevole variabilità intra e interregionale, con valori per struttura ospedaliera che variano da un minimo dell'1% ad un massimo del 98%;la proporzione di parti cesarei primari è passata dal 29% del 2008 al 26% del 2013, anche in questo caso con una notevole variabilità intra e interregionale: si va da un minimo del 4% ad un massimo del 93%; la quota di infarti trattati con PTCA (angioplastica coronarica transluminale percutanea) entro 2 giorni è passata dal 27.9% del 2008 al 39.6% del 2013, con valori per struttura ospedaliera che variano da un minimo pari a 0.5% ad un massimo del 95%. al primo posto la Valle D'Aosta, con il 29% degli ospedali migliori rispetto agli standard nazionali. Al secondo posto la Toscana, con il 27%, e al terzo la provincia autonoma di Trento, con il 24%. E le regioni peggiori? Calabria e Abruzzo, con il 13%, e il Lazio con il 14%.

La maglia nera spetta, tuttavia, alla Campania: il 24% degli ospedali (uno su quattro) ha una qualità peggiore rispetto agli standard nazionali. Altri dati: il tasso di mortalità, nell'operazione per fissare un by-pass coronarico, è di zero in Friuli e in Toscana, mentre per esempio in un ospedale di Caserta è di un caso su dieci. L'ospedale di Merano, invece, è il più rapido nell'intervenire su una frattura al collo del femore, mentre il più lento è quello di Patti, in Sicilia.
"Il Piano Nazionale Esiti non è uno strumento punitivo o una classifica, ma un programma che ha l'obiettivo di valutare e misurare le performance delle strutture sanitarie". Così il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin durante la presentazione del PNE 2014 che si è svolta a Roma, Auditorium Lungotevere Ripa, il 20 ottobre 2014."I direttori generali devono adeguarsi agli standard, non è un optional. Il rispetto degli indicatori deve essere un dovere per le Amministrazioni" - continua il Ministro - In alcuni casi abbiamo avuto problemi di ricezione dei dati, e questo è inaccettabile, come le differenze che emergono tra le Regioni".Il PNE è un progetto sviluppato dall'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Age.Na.S.) per conto del Ministero della Salute, e fornisce a livello nazionale valutazioni comparative di efficacia, sicurezza, efficienza e qualità delle cure prodotte nell'ambito del servizio sanitario.Il PNE non produce classifiche, graduatorie, giudizi. I metodi statistici di sviluppo degli indicatori, la complessità dei modelli di analisi, le modalità di presentazione e le criticità di interpretazione, fanno del PNE uno strumento dedicato ai livelli di governo e di gestione del SSN e, soprattutto, ai professionisti.Le valutazioni dell'edizione 2014 documentano forti disomogeneità nell'efficacia e nell'appropriatezza delle cure tra Regioni, aree, ospedali, con importanti variazioni temporali. Vengono inoltre documentate forti differenze nei volumi di attività per quelle procedure chirurgiche per le quali esistono prove scientifiche del rapporto esistente tra volumi di attività ed esito delle cure. L'edizione 2014 presenta numerose novità, in particolare una sezione "strumenti per audit" in cui si segnalano le strutture che hanno valori estremi di alcuni indicatori, per le quali è necessario attivare processi di audit sulla qualità dei dati."Da questa edizione in poi il PNE sarà uno degli strumenti determinanti anche per consentire ad Agenas di effettuare, assieme alle regioni, il monitoraggio, l'analisi ed il controllo previsti dall'articolo 12 del Patto per la salute 2014 - 2016. Questi strumenti consentiranno al sistema di "giocare d'anticipo" e di intervenire tempestivamente su difetti assistenziali e gestionali per evitare la cronicizzazione delle criticità riscontrate". Lo ha affermato il Direttore generale di Agenas, Francesco Bevere, aggiungendo che "i risultati del 2013 documentano sensibili miglioramenti delle situazioni regionali che nel 2010 e nel 2011 registravano condizioni di erogazione gravemente carenti per alcuni gruppi di patologie. Grazie agli audit regionali avviati proprio sulla base dei dati del PNE, molte di quelle situazioni registrano già oggi notevoli miglioramenti. Questo a conferma che la strada indicata dal Patto per la salute va nella giusta direzione".

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