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Olio di fegato di merluzzo rimedio contro il tumore del colon

(Bologna) Una paziente che soffriva di poliposi familiare attenuata ha visto rallentare fortemente la formazione dei polipi dopo aver iniziato ad assumere l'integratore fatto con gli speciali Omega-3 contenuti nell'olio di fegato di merluzzo. A...

(Bologna) Una paziente che soffriva di poliposi familiare attenuata ha visto rallentare fortemente la formazione dei polipi dopo aver iniziato ad assumere l'integratore fatto con gli speciali Omega-3 contenuti nell'olio di fegato di merluzzo. A compiere la sperimentazione è il dottor Luigi Ricciardiello, un gastroenterologo dell'Università di Bologna. Olio di fegato di merluzzo: effetti collaterali. Un solo cucchiaio di olio di fegato di merluzzo fornisce all'organismo 2 grammi di omega-3 quantità che da sola ricopre quasi il doppio dei fabbisogni quotidiani.L'acido eicosapentaenoico (Epa) in particolare, è un acido grasso libero derivato dal fegato di pesce (sardine, sgombri, merluzzo, salmone), assorbito facilmente dalle cellule intestinali proprio perché in forma pura. Secondo dott. Ricciardello ha dichiarato infatti che un'alimentazione che preveda il consumo di pesce 2-3 volte a settimana, verdure e un mix di antocianine e polifenoli (abbondanti nelle arance), previene quasi il 70% dei tumori, se associato ad un corretto stile di vita.
Olio di fegato di merluzzo veniva, ed in alcuni vasi viene ancora impiegato,in presenza di ipovitaminosi da carenza di vitamina A e D. Il merluzzo si procura la vitamina D cibandosi del plancton che vive in prossimità della superficie e che a sua volta la sintetizza sfruttando la luce solare che filtra dall'acqua.Al di fuori di questo alimento, le fonti alimentari di vitamina D sono poco numerose e limitate perlopiù al fegato dei ruminanti, al tuorlo d'uovo, al formaggio, ai funghi e alle sardine. Va detto, comunque, che il fabbisogno di questa vitamina è molto basso, dal momento che l'organismo è in grado di sintetizzarla a livello cutaneo in seguito all'esposizione solare.Il classico sintomo associato ad un deficit di vitamina A è l'alterata visione crepuscolare, ovvero una perdita dell'acuità visiva in condizioni di scarsa illuminazione. Se questa vitamina scarseggia, oltre ai già citati disturbi visivi, le mucose respiratorie sono meno protette dall'attacco dei patogeni.Carenze di vitamina A si possono verificare anche in persone apparentemente sane che seguono diete ipocaloriche a basso contenuto lipidico o in presenza di altri squilibri nutrizionali; tale vitamina è ben rappresentata sia negli alimenti di origine animale sia, sottoforma di precursori (carotenoidi), in quelli di origine vegetale.

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