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080723_vitamina-E-alzheimer

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La vitamina E efficace per aiutare i malati di Alzheimer

(Minneapolis) Un aiuto per chi è affetto dal morbo di Alzheimer o altre forme di demenza potrebbe venire dalla vitamina E. A rivelarlo + una ricerca degli Stati Uniti pubblicata sulla rivista Jama, Journal of American Medical Association.Il team...

(Minneapolis) Un aiuto per chi è affetto dal morbo di Alzheimer o altre forme di demenza potrebbe venire dalla vitamina E. A rivelarlo + una ricerca degli Stati Uniti pubblicata sulla rivista Jama, Journal of American Medical Association.
Il team di ricercatori ha esaminato per due anni 613 persone affette da Alzheimer da medio a moderato. Coloro a cui veniva somministrata quotidianamente la vitamina e nella dose di 1,300 grammi, così come un gruppo considerato "misto" al quale veniva somministrata oltre alla vitamina anche la memantina (un altro composto ritenuto utile per il trattamento delle demenze), vedevano il proprio tasso di declino cognitivo ridotto del 19% rispetto a quelli che avevano ricevuto solo un placebo.

La vitamina E, o tocoferolo, è una vitamina liposolubile, cioè che si scioglie nei grassi. Esistono 8 tipi diversi di composti di vitamina E (alfa, beta, gamma, delta-tocoferolo ed alfa, beta, gamma, delta-tocotrienolo). La tipologia più presente in natura è l'alfa-tocoferolo. È anche quella che presenta l'attività biologica più elevata. Essendo liposolubile, la vitamine E si trova principalmente nelle sostanze grasse e le fonti più importanti sono di tipo vegetale: olio e margarina, frutti oleosi, germi di cereali. Frutta e verdura rappresentano la seconda fonte di vitamina E. Anche se i loro quantitativi di vitamina E non sono particolarmente elevati (tra 1 e 1,8 mg/100 gr per quelli più ricchi) la quantità delle porzioni consumate (si mangiano 10 g di olio e tra i 100 e 200 g di verdure) ne fanno una fonte non del tutto trascurabile: frutta e verdura apportano tra il 12 e il 18% di vitamina E.
Gli esperti della British Alzheimer's Society invitano però alla cautela sui risultati di questo studio, spiegando che sono ancora da verificare gli eventuali effetti positivi della vitamina e sulle demenze e sottolineando che il dosaggio (considerato elevato) indicato nello studio potrebbe non essere sicuro.

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