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Sinergia tra Azienda Ospedaliera Caserta e Harvard Medical School di Boston

Caserta - Straordinaria sinergia tra l'Azienda Ospedaliera "Sant'Anna e San Sebastiano" di Caserta e l'Harvard Medical School di Boston. Si è inaugurato oggi a Napoli e proseguirà per tutta la mattinata di domani martedì nella sala riunioni...

Straordinaria sinergia tra l'Azienda Ospedaliera "Sant'Anna e San Sebastiano" di Caserta e l'Harvard Medical School di Boston. Si è inaugurato oggi a Napoli e proseguirà per tutta la mattinata di domani martedì nella sala riunioni dell'Hotel Excelsior il sedicesimo Workshop Internazionale sulle malattie linfoproliferative. Organizzatori del congresso sono i professori Antonio Abbadessa, fondatore e direttore dell'Unità Operativa di Oncoematologia dell'Azienda di Rilievo Nazionale ed Alta Specializzazione di Caserta, già docente della Seconda Università degli Studi di Napoli, e Steven Treon, direttore del Centro per la Macroglobulinemia di Waldentrom del Dana-Farber Cancer Institute di Boston e professore di Medicina alla Harvard Medical School.

All'apertura dei lavori ha portato il saluto il direttore generale dell'ospedale casertano Luigi Muto, il quale ha sottolineato l'eccezionalità di una collaborazione di tale prestigio internazionale. In sintonia con le sue parole anche quelle del rettore della Seconda Università degli Studi di Napoli Giuseppe Paolisso.
Il tema affrontato quest'anno dal workshop internazionale verte su tre malattie affini: il mieloma, la macroglobulinemia di Waldenstrom e l'amiloidosi. Si tratta di malattie purtroppo emergenti, per le quali tuttavia è oggi possibile una cura capace di prolungare e migliorare la qualità della vita dei pazienti che ne sono affetti. Premessa indispensabile è che la diagnosi sia precoce, corretta e che la gestione dei trattamenti sia condotta da specialisti esperti, con una visione internistica del paziente. Ed è per tale motivo che gli organizzatori del convegno hanno ritenuto opportuno, oltre che portare i risultati delle scoperte biologiche più recenti, indicare le linee terapeutiche ritenute le più attualmente efficaci, ponendo particolare attenzione anche alla prevenzione e al trattamento, sia delle complicanze delle singole patologie, come lesioni ossee, neurologiche, renali e cardiologiche, sia degli effetti secondari dei farmaci utilizzati.

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