Venerdì, 14 Maggio 2021
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Dalla pelle la cura per il diabete giovanile di tipo 1

(Roma) Un ulteriore passo in avanti verso la cura del diabete giovanile di tipo 1. Alcune cellule della pelle, dette fibroblasti, sono state infatti trasformate in vere e proprie fabbriche di insulina. La tecnica, messa a punto da un gruppo di...

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(Roma) Un ulteriore passo in avanti verso la cura del diabete giovanile di tipo 1. Alcune cellule della pelle, dette fibroblasti, sono state infatti trasformate in vere e proprie fabbriche di insulina. La tecnica, messa a punto da un gruppo di ricercatori coordinato dall'Istituto Gladston in California, è stata sperimentata con successo negli animali e consiste nel "ringiovanire" cellule dell'epidermide che, una volta trasformate in cellule beta, vengono iniettate nel pancreas malato. L'organo, come testato con successo sui topi, riprende così a lavorare.

Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla carenza o dal malfunzionamento dell'insulina, un ormone prodotto dal pancreas, che consente allo zucchero glucosio di entrare nelle cellule dell'organismo, dove viene utilizzato come fonte energetica. Se l'insulina è poca o funziona male, il glucosio si accumula nel sangue, ma non entra nelle cellule. Esistono due forme principali di diabete: il tipo 1 e il tipo 2. Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune, in cui il sistema immunitario della persona colpita aggredisce e distrugge le cellule del pancreas responsabili della produzione di insulina (cellule beta). Insorge in genere durante l'infanzia o l'adolescenza e più raramente in età adulta. I sintomi più comuni del diabete di tipo 1 dipendono dalla condizione di ipoglicemia (poco zucchero a disposizione per le cellule) e comprendono: poliuria (emissione di elevate quantità di urina), polidipsia (necessità continua di bere), stanchezza, nausea, offuscamento della vista. Spesso, tra le prime manifestazioni della malattia si ha la chetoacidosi, una condizione in cui, per far fronte alla scarsa disponibilità di zucchero, l'organismo comincia a demolire altre sostanze chiamate acidi grassi per ottenere energia, causando un accumulo di prodotti di scarto (corpi chetonici), pericolosi per l'organismo stesso.
I ricercatori hanno così deciso prendere alcune cellule della pelle, dette fibroblasti, da topi in laboratorio e trattarle con un cocktail di molecole e fattori di riprogrammazione così da "ringiovanirle", ossia trasformarle in endodermiche, cellule che si trovano nei primi stadi dell'embrione e che possono specializzarsi in molti tipi di tessuti. Una volta ottenute le cellule embrionali, queste sono state nuovamente trattate in modo da trasformarle in cellule beta e iniettate nel pancreas malato dei topi. Nel giro di poche ore l'organo ha ripreso a lavorare regolarmente mantenendo stabile il livello degli zuccheri.

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