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Tumore al seno: ricerca Usa rivela che donne sottovalutano il rischio

(Roma) 1 donna americana su 5 sottovaluta il rischio di sviluppare un tumore al seno. Il dato allarmante emerge da una ricerca della University of Michigan Medical School. Sulla base di un questionario online a 690 donne a rischio. A ciascuna di...

(Roma) 1 donna americana su 5 sottovaluta il rischio di sviluppare un tumore al seno. Il dato allarmante emerge da una ricerca della University of Michigan Medical School. Sulla base di un questionario online a 690 donne a rischio. A ciascuna di loro è stata poi attribuita una percentuale di possibilità di sviluppare un tumore alla mammella nel giro di cinque anni. Preoccupante l'esito: subito dopo aver ricevuto questa informazione, una donna su cinque non ricordava quale fosse la propria percentuale di rischio, o peggio ancora dichiarava di essere in disaccordo col dato, mettendo in dubbio che la malattia di un parente stretto (eccezion fatta per la propria madre o sorella) portasse un maggiore rischio.

In Italia poche donne (9,4%), secondo Lilt, sanno che colpisce una donna su 10. L'incidenza del tumore è di 37.000 nuovi casi/anno in Italia. Colpisce 1 donna su 10 e nel sesso femminile rappresenta il 25% di tutti i tumori.
Il rischio si modifica in rapporto all'età: i tassi di incidenza aumentano esponenzialmente fin verso i 50 anni, quindi subiscono una pausa, o addirittura una lieve diminuzione, per poi riprendere a crescere, ma con un tasso inferiore, dopo l'età della menopausa. Esiste una stretta correlazione tra l'insorgenza del tumore mammario e gli ormoni femminili. La prima gravidanza precoce e l'allattamento riducono il rischio, che aumenta per effetto della terapia ormonale sostitutiva con associazioni di estrogeni e progestinici, in età perimenopausale e in menopausa, se protratta per più di 5 anni. Altri fattori di rischio riconosciuti sono rappresentati dal numero di parenti di I grado con tumori alla mammella, l'obesità dopo la menopausa, l'eccessivo consumo di alcol, l'età al menarca e l'eventuale diagnosi di iperplasia atipica. Solo il 5%-7% dei tumori della mammella sono dovuti a fattori genetici riconosciuti. Un precedente carcinoma della mammella aumenta le probabilità di un secondo tumore alla stessa o nell'altra mammella. Le radiazioni ionizzanti, se utilizzate ripetutamente in età prepubere o puberale, anche a scopo diagnostico, specialmente sulla parete toracica e sulla colonna vertebrale, costituiscono riconosciuti fattori di rischio. Il ruolo di una dieta ricca di grassi (saturi) è ancora oggetto di notevoli controversie.

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