Martedì, 15 Giugno 2021
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Cefalea nelladulto, Agenas emana le linee guida

(Roma) Non si contano più gli studi epidemiologici che dimostrano come l'emicrania colpisca circa il 15-18% delle donne e il 6% degli uomini nel corso della vita, con un picco di prevalenza nel periodo di maggiore produttivita', tra i 25 ed i 55...

(Roma) Non si contano più gli studi epidemiologici che dimostrano come l'emicrania colpisca circa il 15-18% delle donne e il 6% degli uomini nel corso della vita, con un picco di prevalenza nel periodo di maggiore produttivita', tra i 25 ed i 55 anni, tanto che l'Oms l'ha inserita tra le 20 patologie piu' invalidanti per le donne tra i 15 e i 45 anni.

L'unico dato italiano al riguardo è disponibile grazie ad unvasto studio epidemiologico (PACE study) condotto nel2008-2009 che, attraverso il metodo dell'intervista personale, ha indagato soggetti di età 18 anni rappresentativi dellapopolazione generale adulta di Parma. La cefalea past-yearriguarda il 52.0% delle donne ed il 42.8% degli uomini. Lacefalea lifetime (cioè quanti riportano di aver sofferto dimal di testa nell'arco della propria vita) riguarda il 75.8%delle donne ed il 60.6% degli uomini.
Secondo Fulvio Moirano, Direttore dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali "La cefalea cronica è diventata, nei fatti, la principale causadi disabilità e di utilizzo dei servizi, consumando l'80% circa dell'intera spesa sanitaria di area. In Italia, il costo stimato ( diretto e indiretto) si aggira sui sei miliardi di euro l'anno. Si comprende così come si configuri una vera e propriaquestione di salute pubblica relativamente all'impatto dell'emicrania cronica sulla società e si imponga quindi unaprecoce e corretta individuazione dei soggetti che ne sonoaffetti ed un trattamento appropriato. L'educazione e l'aggiornamento dello specialista che si confronta quotidianamente con questa patologia, e la formazione del medico dimedicina generale nel riconoscere e trattare precocementel'emicrania non complicata sono alcuni tra gli obiettivi diquesta linea guida.La situazione può essere riassunta in pochi punti:? Una patologia molto diffusa che, sostanzialmente, potrebbe essere superata, non lo è, ma è invece frequentemente sotto diagnosticata e sotto trattata.? I costi finanziari per la società relativi alla perdita diproduttività e ai costi diretti, sono enormi. ? Tra le proposte di soluzione, sono universalmente ritenuti fondamentali la migliore formazione e l'aggiornamento professionale. ? Dati i costi molto alti prodotti dalla cefalea non trattata o sottotrattata, gli investimenti in sanità per questapatologia sono sicuramente costo efficaci. Questi aspetti sono alla radice della scelta di elaborare queste raccomandazioni, frutto di un'ampia revisione della letteratura internazionale, pur estremamente variabili ed incontinuo divenire, e del contributo di un prestigioso panel diesperti.

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