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Organi artificiali o bioartificiali, da fegato a pancreas, a tiroide e cuore: al Gemelli novita' sperimentali

(Roma) Da pancreas, rene e fegato bioartificiali, fatti a metà di cellule umane e a metà di materiale sintetico, alla tiroide costruita in provetta con cellule staminali, dal cuore artificiale agli arti bionici collegati al cervello del paziente e...

(Roma) Da pancreas, rene e fegato bioartificiali, fatti a metà di cellule umane e a metà di materiale sintetico, alla tiroide costruita in provetta con cellule staminali, dal cuore artificiale agli arti bionici collegati al cervello del paziente e quindi comandabili col pensiero: sono solo alcuni degli ultimi avanzamenti tecnologici della bioingegneria e ingegneria medica presentati al 41/imo Congresso Annuale della Società Europea degli Organi Artificiali - ESAO, che si è tenuta al Centro Congressi Giovanni XXIII dell'Università Cattolica del Sacro Cuore - Policlinico A. Gemelli di Roma dal 17 al 20 settembre.
La tiroide è un organo impari, situato nella regione anteriore del collo alla base della gola. Questa ghiandola ricopre un ruolo fisiologico estremamente importante, poiché influenza direttamente lo sviluppo scheletrico e cerebrale, partecipa alla regolazione del metabolismo corporeo tiroide e allo sviluppo di pelle, apparato pilifero ed organi genitali.
Situata anteriormente rispetto alla laringe e alla trachea, la tiroide consta di due lobi, uno destro ed uno sinistro, tra loro congiunti da una porzione trasversale detta istmo; questa particolarità anatomica conferisce alla tiroide un aspetto simile ad una H o, più artisticamente, ad una piccola farfalla. In un adulto sano ciascun lobo misura circa cinque centimetri, mentre la tiroide raggiunge, nel suo insieme, un peso di circa venti grammi. Peso e dimensioni possono tuttavia variare, anche considerevolmente, in base all'età (calano con l'invecchiamento), al sesso (sono superiori negli uomini) e alle modificazioni ormonali (pubertà , gravidanza, allattamento, fase del ciclo mestruale, menopausa).

Le malattie tiroidee e i tumori che richiedono l'asportazione della ghiandola sono sempre più diffusi e i pazienti che subiscono l'asportazione devono poi prendere ogni giorno gli ormoni tiroidei sostitutivi che, comunque, non sempre risultano una terapia efficace. Per molti di loro si guarda al futuro con la sostituzione della ghiandola o con una terapia cellulare in grado di ripristinare nell'organismo un quantitativo adeguato di cellule tiroidee funzionanti.
"Ci aspettiamo - ha spiegato il Prof. Celestino Pio Lombardi, direttore dell'Unità di Chirurgia Endocrina del Gemelli/CIC dell'UCSC - che una persona possa godere di una migliore qualità della vita sostituendo parti e organi del proprio corpo persi per svariati motivi. Vi è la forte volontà della ricerca di andare avanti, di fare rapidi progressi, si tratta di una ricerca transazionale dal laboratorio al letto del paziente, con ricadute cliniche che sono già attuali. In futuro questi organi e materiali bioartificiali potrebbero contribuire a snellire le liste d'attesa di trapianti da donatori o potrebbero aiutare pazienti oggi non idonei al trapianto d'organo".

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