Attacco frontale al segretario Pd: "Mi vuole mandare a casa"

Velardi accusa Raucci: "Ho toccato tutti i punti del mio programma. Gli è preso un colpo di sole"

Velardi ed il partito democratico di Marcianise

Un attacco frontale, senza mezzi termini e mezze misure. Il sindaco di Marcianise Antonello Velardi accusa il segretario cittadino del Pd Angelo Raucci e gli altri gruppi firmatari di un documento con cui si invita il primo cittadino ad un'azione di discontinuità e di non aver messo in atto il programma elettorale.

E allora "stamattina sono andato a rileggere il mio programma, presentato nel corso della campagna elettorale per l'elezione a sindaco di Marcianise - ha detto Velardi - L'ho fatto pensando allo sconclusionato e fantomatico documento promosso dal segretario cittadino del Pd, Angelo Raucci, con l'appoggio di altri due segretari di gruppi consiliari ed alcuni consiglieri comunali con cui mi invitano alla discontinuità rispetto ai miei primi tre anni di amministrazione, accusandomi di non aver realizzato il programma. Che dire? Ho letto con attenzione e ho potuto verificare che non c'è una questione, ripeto una questione, che non ho trattato. E molte di esse la mia amministrazione le ha anche risolte; diverse sono in via di risoluzione. Altro che inefficienza!

Mi sono detto: a questi ha preso un colpo di sole. Può essere. Ma poi mi hanno spiegato che questo sgangherato documento è stato voluto, fortissimamente voluto, dal segretario del Pd. E mi hanno anche detto che questo simpatico ma quanto inefficace Raucci ha solo un chiodo fisso e lo va ripetendo: Velardi deve andare a casa. Ci andremo, ci mancherebbe: non siamo attaccati alla poltrona e questo mio ennesimo post lo dimostra. Ma questo Raucci dovrà poi spiegare alla città quali sono i motivi reali per cui vuole mandarmi a casa".

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Poi aggiunge: "questo Raucci rappresenta solo se stesso e un gruppo di fedelissimi ascari. Per il resto, ha contro tutta la parte viva del partito, quella parte che è stata presa a calci nel sedere ed estromessa da ogni gioco di potere. Con la parte buona, aggiungo, sono schierati i vertici provinciali, regionali e nazionali del partito: sanno bene cosa sta accadendo a Marcianise.  Concludo con una considerazione finale. La parte del programma più importante realizzata dalla mia amministrazione è quella della trasparenza e della legalità. Con me sindaco la storia è cambiata: tutti i cittadini sono uguali. I permessi a costruire si concedono a prescindere dal nome, le pratiche vengono esaminate a prescindere dal nome, non c'è nessuno più uguale dell'altro. Esposito vale quanto Rossi, Bianchi è uguale a Verdi. I padroni e i padrini di Marcianise non contano più niente. Ma evidentemente questo non va bene a qualcuno: se ne facessero una ragione. È finito il tempo delle camorrie".

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