Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Assessore licenziato, il sindaco prova a ricucire lo strappo: “Tornerà in giunta”

Cioffi ricorda un episodio del ’97 in cui fu costretto a fare un passo di lato. Ma quell’amministranizione finì sfiduciata

Il sindaco di Macerata Campania Stefano Cioffi

Il sindaco di Macerata Stefano Cioffi rompe il silenzio sulla crisi in maggioranza acuita dalla scelta di licenziare l’assessore Ilaria Di Matteo per far spazio a Gennaro Iodice in giunta. Una mossa che sarebbe dovuta servire per rinsaldare la sua maggioranza, col recupero di 3 consiglieri, ma che invece l’ha spaccata ancor di più, considerando che la revoca della Di Matteo ha messo in bilico la posizione di 6 consiglieri comunali.

“Tenendo conto degli ultimi accadimenti, devo necessariamente chiarire pubblicamente la mia posizione” ha scritto il sindaco. “Il provvedimento di revoca dell’assessore Ilaria Di Matteo è stata la decisione più sofferta presa in questi anni di mio impegno da primo cittadino. È evidente che la scelta non scaturisce dal venir meno del rapporto fiduciario nei confronti di una giovane protagonista del presente e del futuro della vita ammnistrativa cittadina (tornerà a ricoprire la carica di assessore in questa mia legislstura)  È stata un’opzione invece funzionale a riportare equilibrio all’interno della maggioranza. L’inserimento dell’esperto Gennaro Iodice ritengo possa servire a cercare di ritrovare un bilanciamento all’interno di una compagine di governo locale, evidentemente eterogenea nella sua natura, a partire, come noto, dalla genesi. Ribadisco inoltre che nomina e revoca di un mandato assessoriale è una prerogativa del sindaco e che non esiste un principio formale che impone un obbligo di affidamento rispetto all’ordine d’arrivo (concedetemi un termine che attiene ad altri ambiti) nelle urne”.

Cioffi ricorda che “ci sono dinamiche e meccanismi che attengono a scelte mirate alla tenuta e che fanno parte della logica della politica, quella della mediazione, del confronto, che risiede storicamente nella vecchia scuola di partito, da cui mi onoro ancora di discendere. La disciplina, i tempi e gli spazi da rispettare costituiscono le caratteristiche necessarie per non recitare il ruolo di meteora ma dare continuità nel tempo all’alto onere della rappresentanza. Nel 1997, con il meccanismo della preferenza unica (sottolineo unica), riuscii ad entrare per la prima volta in Consiglio Comunale risultando terzo tra gli eletti. L’allora Partito dei Democratici di Sinistra mi chiese di fare un passo di lato ed io accettai di sostenere senza ruoli di governo l’amministrazione del compianto Raffaele Nacca, lanciandomi in un’esperienza che è stata un’accademia di buone maniere e rispetto delle competenze. Anche grazie a quelle rinunce (che di fatto non furono tali) oggi nel 2021, a distanza di 24 anni, rappresento per la seconda volta consecutiva una comunità di oltre 10mila persone, a cui sono tenuto a rendere quotidianamente comprensione e vicinanza”. Il sindaco, dunque, cita un’esperienza personale che però lascia un grande dubbio visto che proprio l’amministrazione Nacca ha finito la propria legislatura prima del tempo perché sfiduciata. La speranza, per i supporters del sindaco, è che non sia un brutto presagio per l’attuale amministrazione.

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