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Sfiducia al sindaco, c'è la data del Consiglio. Strategie e retroscena verso il voto

I consiglieri in aula il 14 ottobre, Velardi non avrebbe il tempo di dimettersi. Si lavora anche in ottica elezioni future, dove potrebbe ritrovarsi contro l'uomo che lo ha fatto candidare e che poi è stato il più acerrimo nemico negli ultimi mesi

Dopo l'atto ufficiale protocollato giovedì pomeriggio in Comune, c'è anche la data che potrebbe segnare lo spartiacque dell'esperienza amministrativa di Antonello Velardi alla guida degli uffici di piazza Umberto I a Marcianise.

La conferenza dei capigruppo convocata dal presidente del Consiglio Antimo Rondello ha, infatti, stabilito che la mozione di sfiducia firmata da 13 consiglieri comunali (a cui si aggiungerà in aula anche Antimo Zarrillo di Marcianise nel Cuore) sarà discussa lunedì 14 ottobre, insieme alla discussione sulla delicata vicenda Interporto, che vede, ad oggi, indagato lo stesso sindaco di Marcianise Velardi con gli assessori che facevano parte della sua prima giunta.

Diciotto giorni, dunque, separano il sindaco dal voto in aula: giorni che non basterebbero per rendere efficaci le sue possibili dimissioni (la legge prevede un termine di 20 giorni per renderle efficaci): dato che lascia ipotizzare che il primo cittadino non voglia lasciare bensì affrontare i nove consiglieri di opposizione ed i cinque dissidenti in aula.

C'è anche chi sussurra un tentativo in extremis del sindaco per tentare di far ricredere qualche consigliere, ma ad oggi appare davvero difficile pensare che chi ha firmato la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco possa fare marcia indietro. Più facile ipotizzare che Velardi in questo lasso di tempo provi a chiudere i vari progetti che sono sul tavolo, per poi presentarsi in consiglio comunale ("carte alla mano") e dimostrare che in realtà il progetto stava andando avanti, addossando le colpe di un possibile blocco (dal Puc ai finanziamenti per le fogne) sui consiglieri che lo manderanno a casa.

Un'ipotesi, questa, che confermerebbe anche i rumors che vogliono Velardi nuovamente in campo in una (quantomai ipotizzabile, ora) campagna elettorale per le amministrative del prossimo anno. Chissà, magari sfidando proprio quel Filippo Fecondo che è stato l'uomo delle scelte: nel 2016, infatti, fu proprio l'ex sindaco ad essere decisivo per permettere a Velardi di essere il candidato sindaco; nel 2019 è stato colui che, per primo nel Pd, ha dato inizio alla battaglia interna contro il primo cittadino. Ed il passaggio di Fecondo in Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, potrebbe essere stato proprio il primo passo per una nuova sfida. Stavolta "faccia a faccia".

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