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Il sindaco Michele Apicella

Il sindaco Michele Apicella

Ora è anche ufficiale: Apicella resta sindaco. "Ricorso inammissibile"

Il giudice rigetta le accuse di 'scheda ballerina': "E' un sistema fraudolento che non viene riscontrato in queste elezioni"

Ora è anche ufficiale: Michele Apicella resta sindaco di Trentola Ducenta. Mancava veramente solo l'ufficialità visto che anche dall'amministrazione comunale erano convinti della inammissibilità del ricorso presentato dagli esponenti del gruppo guidato da Michele Ciocia (ricorso sottoscritto anche da Giuliano Pellegrino, Violetta Maiolica e Vittorio Marino) e oggi (mercoledì 17 marzo) arriva anche la conferma della Sezione Seconda del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (presidente Paolo Corciulo).

Gli esponenti dell'opposizione avevano in pratica chiesto l'annullamento delle elezioni comunali per delle anomalie nei verbali ma per il giudice "il ricorso è infondato e pertanto esso deve essere respinto, non essendo pertanto necessario soffermarsi sull’esame delle eccezioni di inammissibilità". Nella decisione si fa riferimento al fatto che "non comporta illegittimità nelle operazioni di voto la circostanza che in alcune sezioni elettorali non sia stato specificato il numero delle schede inizialmente autenticate e successivamente non votate, trattandosi di mera irregolarità atteso che ai fini della regolarità delle operazioni elettorali il dato essenziale è costituito dalla corrispondenza tra il numero delle schede scrutinate e rinvenute nei plichi e quello complessivamente consegnate alle Sezioni". Inoltre, nei giudizi elettorali, "vale il principio per cui le irregolarità meramente formali non possono dar luogo alla caducazione delle operazioni elettorali". La presenza di cancellature e correzioni "non può essere considerata elemento sufficiente ed univoco per ritenere esistente un rapporto tra esse e l'asserita illegittimità delle operazioni elettorali, laddove le cancellature e le correzioni potrebbero anche trovare spiegazione nella superficialità o nella scarsa dimestichezza dei componenti del seggio con i verbali e con gli atti pubblici".

Alla luce di tutte queste circostanze, documentate in atti, e tenuto conto della giurisprudenza, "le irregolarità denunciate dai ricorrenti devono ritenersi meramente formali e non inficianti il risultato elettorale". Poi si fa riferimento anche alle sezioni 10, 12 e 13, dove c'è stato il riconteggio delle schede e con una analisi ben precisa il giudice dice che "la verifica ha evidenziato che i dati elettorali sono congrui" per la sezione 10 e 12. Mentre per la 13 non sono congrui perché "in sostanza, dunque, in esito alla verificazione nella sezione 13, è risultato un voto in meno di quelli conteggiati". E quindi "tale irregolarità non comporta alcuna modifica nell’esito delle elezioni in quanto, come ha rilevato la Prefettura, anche qualora detto voto dovesse essere sottratto al candidato Apicella, egli risulterebbe comunque eletto al primo turno atteso che avrebbe riportato in ogni caso la maggioranza assoluta (50% + 1) dei voti validi pari a 5.244 (anziché 5.245). Né può ritenersi che la sola circostanza che risulti una tale discrepanza possa giustificare, come vorrebbero i ricorrenti, in virtù del principio della cosiddetta scheda ballerina, la rinnovazione delle operazioni di voto".

E poi il giudice fa anche una 'lezione' ai ricorrenti dell'opposizione: "Il sistema della "scheda ballerina" è un sistema fraudolento consistente nel far uscire dal seggio una scheda vidimata non votata per essere utilizzata al posto della scheda consegnata all'elettore nel seggio. Tale evenienza non pare ravvisabile quando nessun ammanco di schede autenticate venga ad essere riscontrato, come nel caso di specie. Infatti, la verificazione ha accertato che il numero delle schede autenticate della sezione 13 è pari alla somma delle schede autenticate e non utilizzate, più le schede recanti voti validi, più le schede nulle e bianche. Dunque non è stata accertata la non corrispondenza tra le schede autenticate, quelle utilizzate per il voto e quelle non utilizzate. La difformità riscontrata riguarda il totale delle schede conteggiate e il numero dei voti, come risultanti dal verbale e dalle schede di scrutinio".

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