Regionali a luglio, il presidente: “Decisione a fine maggio. Rischiamo di saltare un anno”

De Luca: "Per votare a settembre dovremo presentare liste a Ferragosto. Ad ottobre rischiamo di essere con prima epidemia influenzale e nuovi contagi da Covid-19" 

Le elezioni regionali

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca non molla l’idea di fissare le elezioni regionali a luglio. Ha affrontato la delicata questione nel corso della conferenza stampa settimanale per fare il punto della situazione sull’emergenza Covid-19.

"La premessa di fondo è che la data va fissata d’intesa col ministro della Salute. Se non ci sono condizioni di sicurezza non si va a votare. La valutazione da fare è semplice: se si vota a fine luglio, fra 3 mesi, probabilmente non avremo grandi problemi. Le regioni dove è più vasta l’epidemia (Lombardia, Piemonte Emilia Romagna) non vanno a votare. Vanno a votare Veneto, Liguria, Campania e Puglia. Io credo che sarebbe ragionevole prendere una decisione a fine maggio col ministero della Salute vedendo com’è la situazione dei contagi in Italia. Se il contagio rientra, l’ultima di luglio (domenica 26 luglio) è una data utile per votare. Se non c’è questa tranquillità, allora diventa tutto più complicato. A settembre è impossibile andare a votare: il 20 settembre dovrebbero aprire le scuole e quindi dovremo votare la settimana prima per permettere poi di fare una sanificazione; per andare a votare, le liste vanno presentare un mese prima, quindi dovremo raccogliere firme e presentare le liste a Ferragosto. È evidente che non è possibile". 

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L’altra ipotesi è ottobre. "Ma questo significa far partire l’anno scolastico, poi fermarlo per il voto, con la bonifica degli ambienti; ma rischiamo anche di avere la prima epidemia di influenza, con ospedali già impegnati, e la possibilità, annunciata da tutti i medici, di una nuova ondata di contagi da coronavirus. Quindi ci troveremo con l’anno scolastico aperto, l’epidemia influenzale e nuovi contagi da coronavirus con le regioni in mezzo al guado. Rischieremo di non votare quest’anno e spostare tutto al 2021".

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