Terremoto Lega, arriva Salvini e 2 sindaci mollano il partito

L’arrivo di Zinzi inizia a farsi sentire: Piatto e Fatigati lasciano in aperta polemica. Erano papabili candidati alle Regionali

I sindaci di Tora e Piccilli, Luciano Fatigati, e di Frignano, Gabriele Piatto

La loro candidatura alle Regionali era data per certa. Poi è arrivato Gianpiero Zinzi nella lista della Lega e due sindaci, Gabriele Piatto di Frignano e Luciano Fatigati di Tora e Piccilli, hanno prima preso tempo e poi, proprio nel giorno dell'arrivo in Campania di Matteo Salvini, hanno lasciato il partito in aperto dissenso con una lettera al vetriolo. 

I due primi cittadini sono stati tra i primi a sposare il progetto in provincia di Caserta, seguendo il coordinatore provinciale Salvatore Mastroianni, ma evidentemente qualcosa è andato storto perché dopo anni di 'attivismo' sul territorio e di chilometri spesi per la Lega ha pesato come un macigno l'innesto di Zinzi nella lista per le prossime elezioni regionali, che ha 'scombussolato' i piani dei 2 sindaci che hanno deciso di lasciare.

Le dimissioni sono arrivate con una lettera, indirizzata al segretario provinciale Mastroianni: "Ti comunichiamo le nostre irrevocabili dimissioni da coordinatori cittadini ed esponenti della Lega. Circa 2 anni fa avevamo aderito alla Lega con la convinzione che il nuovo percorso proposto da Salvini ponesse al centro dei propri obiettivi un rinnovato e reale rispetto per il Meridione. Appariva scontato che per realizzare questo progetto fosse necessario valorizzare gli uomini e le risorse del territorio attribuendo ai parlamentari e a tutta la classe politica della Campania una profonda fiducia soprattutto alla luce degli eccezionali risultati delle elezioni europee che in alcuni punti del nostro territorio avevano fatto raggiungere picchi di consenso superiore al 40%. Ricordo che nei nostri comuni (Frignano e Tora e Piccilli ndr) alle elezioni europee riuscivamo a raggiungere quasi il 38%".

"Dobbiamo dire a malincuore che tale fiducia non è stata assolutamente ricambiata; anzi l'intera classe politica della Campania è stata profondamente mortificata con un comportamento che sa tanto di colonizzazione. Il commissariamento del partito a livello regionale con la nomina dell'onorevole Nicola Molteni, persona garbata e di grande intelligenza, è stato, tuttavia, il più grande schiaffo che potesse avere la classe politica campana che nel corso degli anni ha saputo dimostrare di combattere tante battaglie in un territorio difficile. Abbiamo visto in questo passaggio che dalla direzione nazionale della Lega, la classe politica della Campania con i suoi vari parlamentari nazionali ed europei non sono stati ritenuti all'altezza della situazione: non si spiegherebbe altrimenti la ragione di un commissariamento".

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"A ciò si aggiungono decisioni assunte dall'alto che hanno violentato la programmazione che pazientemente tu stesso hai costruito con tanti sacrifici - hanno continuato i sindaci -. Quella autonomia locale di cui ha sempre parlato Salvini sembra essere valida solo per il Nord e non per il Sud. Tale gravissima azione appare evidenziare le reali intenzioni di un partito che ritiene che il Nord debba sempre comandare al Sud ed in modo irrispettoso ed offensivo che la classe politica settentrionale sia superiore a quella meridionale. E' un concetto ed una convenzione che non possiamo condividere assolutamente, convinti come siamo che il Sud e la Campania, al di là dei problemi storici che combattiamo, ha livelli di intelligenza e di preparazione eccezionali tali da non poter accettare simili mortificazioni. Per tale ragione e per il nostro orgoglio non consideriamo più possibile un percorso con tali peculiarità. Continueremo per quanto possibile la nostra esperienza politica partendo dalla Campania, dalla sua rinascita, dai suoi punti di eccellenza con un percorso politico che ci renda più orgogliosi di essere uomini del Sud".

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