Regionali 2020. Maresca prende quota, rebus DeMa. E spunta una nuova data per il voto

La Carfagna (Forza Italia) ha appoggiato ufficialmente il magistrato contro De Luca. Il sindaco di Napoli è tentato ma ci sono manovre per mantenerlo nel centrosinistra

Il senatore casertano Agostino Santillo

Prima Nunzia De Girolamo, ora Mara Carfagna; oltre alla creazione di un gruppo su Facebook denominato ‘Sinergie’. Tutto, ormai, nel centrodestra porta alla candidatura del magistrato anti-camorra Catello Maresca alla presidenza della Regione Campania contro il governatore uscente Vincenzo De Luca. Il pm della Dda che ha curato le indagini per catturare Michele Zagaria sembra essere sempre più instradato verso la discesa nell’agone politico, in una sfida che oggi sembra alquanto difficile, visto come De Luca è riuscito ad ottenere un ritorno d’immagine (ed elettorale) dall’emergenza Covid-19. 

Maresca-De Luca: ora DeMa che fa?

Ma la candidatura di Maresca è sicuramente autorevole e stuzzica anche chi, oggi, lavora nell’alveo del centrosinistra. Come il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, stuzzicato dall’idea di portare i candidati di ‘DeMa’ alla corte del collega magistrato.  Ma le difficoltà non mancano, soprattutto perché l’alleanza con Forza Italia e la Lega (oltre che, naturalmente, Fratelli d’Italia) non viene vista bene da chi, in DeMa, ha sempre lavorato nell’ottica del centrosinistra, ritenendosi anche più a sinistra degli attuali partiti di governo (Pd e Leu). Sfruttando queste difficoltà, negli ultimi giorni, si sono riaccesi i canali di dialogo tra Palazzo San Giacomo (sede del Comune di Napoli) e Palazzo Santa Lucia (Regione) per tentare un’operazione che fino a pochi giorni fa sembrava impossibile: mettere insieme De Luca e De Magistris. Anche qui non è semplice: i due personaggi sono stati sempre su posizioni di guerra l’uno contro l’altro. “Ma quantomeno un tentativo va fatto” sussurrano dalla Regione. Per questo le grandi manovre sono già in atto.

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Il nodo della data: 48 ore per un’indicazione chiara

Tutti i fari, intanto, sono puntati alla riunione della commissione Affari costituzionali convocata per martedì a Roma, dove si discuterà nuovamente della proposta di ‘Election day’ per far votare a settembre Regionali, Comunali e Referendum insieme. L’idea iniziale era quella del 13 e 14 settembre, ma già ci sono state molti distinguo e prese di posizione contrarie all’idea di fare la campagna elettorale da metà agosto. Così, nelle ultime ore, i contatti tra i responsabili dei partiti stanno ipotizzando anche un’altra data: 27 e 28 settembre, ultimo week-end prima dell’arrivo di ottobre. In questo modo ci sarebbe la possibilità di fare la campagna elettorale dopo agosto. Idea appoggiata anche dal senatore 5 Stelle casertano Agostino Santillo: “L’auspicio è che si individui una data per un “Election day”, al fine di poter accorpare le regionali alle comunali e soprattutto al referendum legato al taglio dei parlamentari. Tutto questo ci consentirebbe di risparmiare notevolmente sul fronte delle spese, e soprattutto di avere una maggiore partecipazione dei cittadini su tutti e tre i fronti. E’ naturale che sarebbe preferibile una data almeno nella parte finale del mese di settembre, onde evitare una campagna elettorale con gli italiani sotto l’ombrellone. Oltretutto in un’estate che già si preannuncia molto diversa dalle precedenti a causa dell’emergenza Coronavirus dalla quale stiamo tentando di tirarci fuori. Da facilitatore regionale alle Relazioni Interne del M5s in Campania, una delle regioni più popolose chiamate al voto, confido in una soluzione univoca e di buon senso, nell’interesse di tutti”.

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