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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Politica Maddaloni

Razzano: "Mirabelli non è l'unico problema. Nel Pd c'è chi si nasconde dietro di lui"

L'ex candidato sindaco di Maddaloni: "Partito non autosufficiente, bisogna allargare agli alleati come Bosco e Zannini. I candidati? Vanno scelti con le parlamentarie"

Giuseppe Razzano, il Pd casertano continua ad essere in balìa delle polemiche. Ha letto il documento della capogruppo in Provincia Zagaria? “Sì, ma secondo me si ricorre in un errore costante: il senatore Franco Mirabelli non è l’unico problema del partito”.

Però il commissario viene contestato da più parti. “Il suo sbaglio è stato quello di non aver fatto svolgere il congresso provinciale con qualche mese di anticipo, in questo modo il Pd si sarebbe ‘stabilizzato’ e si sarebbe arrivati ad una gestione casertana, anche per le prossime elezioni politiche ed amministrative. Oggi, invece, Mirabelli viene utilizzato da chi vuole ottenere una postazione privilegiata in vista delle candidature”.

La Zagaria tira in ballo anche lei, affermando che il suo nome ha diviso su Maddaloni. “In realtà, a conti fatti, io sono stato l'unico ad unire il Partito democratico. Tutte le anime del partito erano presenti in lista e tutto il centrosinistra ha sostenuto la mia candidatura. Nessuno si è ostinato a portare avanti qualcosa, ma è stato realizzato un progetto scelto dai cittadini con le primarie. Poi è accaduto che qualcuno nel Pd ha deciso di farsi votare a consigliere comunale lasciando liberi gli elettori di dare preferenza ad un altro sindaco; e che oggi chi guida con un congresso farsa il circolo del Pd si sia schierato apertamente contro il percorso del Pd e del centrosinistra pochi mesi fa. Su questo c’è stato un lungo e fragoroso silenzio, che ancora nessuno ha interrotto”.

Intanto il Pd si avvicina alle Politiche ed ormai appare difficile pensare ad un congresso provinciale nelle prossime settimane. Le candidature saranno decise dal commissario. “Ormai le candidature sono divise per aree e correnti. Ed è questo l’errore più grande che si possa commettere. Il Pd trova la sua vocazione nella base, nelle Primarie. Le facciamo per scegliere il segretario nazionale, non vedo perché non si possano fare per indicare i parlamentari da eleggere. In questo modo il territorio si sentirebbe maggiormente rappresentato. Escludendo Pina Picierno, che è una leader nazionale, per me gli altri dovrebbero essere scelti così”.

Oggi per il Pd non è difficile interloquire solo col territorio, ma anche con gli alleati. Vedasi i rapporti con Campania Libera. “Infatti bisognerebbe aprire un tavolo di confronto con tutti i partiti ed i movimenti che rientrano nello schema regionale a supporto del governatore Enzo De Luca. Da Campania Libera ai Moderati di Zannini, c’è tutto un mondo che non può essere escluso da scelte e ragionamenti, altrimenti si rischia di perdere davvero dappertutto. Il Pd, ad oggi, non è autosufficiente per poter far a meno degli alleati”.

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