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Giovedì, 1 Dicembre 2022
Politica

Matteo Salvini incontra gli allevatori casertani in lotta contro la Regione

Il leader della Lega ha pranzato in un agriturismo ed è salito sul palco a Grazzanise

Un pranzo in agriturismo e l’incontro con gli allevatori casertani che da mesi stanno lottando contro il piano anti brucellosi varato dalla Regione Campania. E’ stata questa la prima tappa in provincia di Caserta del leader della Lega Matteo Salvini che ha deciso di aprire la campagna elettorale al Sud, accompagnato dal capogruppo della Lega in Regione Gianpiero Zinzi, candidato capolista nel proporzionale alla Camera, Antonella Piccerillo di Macerata Campania, Severino Nappi, Valentino Grant, Cantalamessa e Tommasetti.

“L’uomo è ciò che mangia, se mangia bene viene su un uomo perbene, se mangia schifezze viene su una schifezza” ha detto nel suo intervento dal palco di Grazzanise, spiegando il perché della scelta di occuparsi di questioni di cui "dovrebbero occuparsi altri. Non puoi abbattere 140mila bestie e poi avere un incremento del problema. C’è qualcuno che ci guadagna evidentemente. Dobbiamo aiutare le aziende che stanno resistendo. Io spero che arrivino tanti capi di altri partiti, perché é un problema che riguarda tutti. Il latte di bufala non è di destra o di sinistra. Io tanto prima o poi con De Luca mi incontro. E’ sconcertante che da 229 giorni non vi incontri: almeno una riunione. E’ mancanza di buona educazione e rispetto fare aspettare una persona in sala d’attesa 229 giorni…”. Ed ha chiesto l'appoggio evidenziando che, in caso di vittoria, "il prossimo ministro all'Agricoltura sarà della Lega".

Il leader della Lega non ha mancato poi di affrontare anche i temi caldi della campagna elettorale. Partendo dalla flat tax. “Oggi c'è. Chi dice che non si può fare ignora che riguarda 2 milioni di partite Iva. Quello che già oggi è un vantaggio per 2 milioni di partite iva, che pagano solo il 15% se arrivano a 65mila euro all'anno, noi vorremmo estenderlo alle famiglie, ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Ovviamente partendo da chi ha redditi più bassi fino a un massimo di 70mila euro di reddito. Quello che già oggi avvantaggia 2 milioni di italiani vorremmo, e faremo in modo che sia così, che potesse aiutare altri milioni di italiani”.

Sull’aumento del costo dell’energia, ha detto: "Il problema è che la metà dei soldi del Pnrr, con i costi dell'energia e di materie prime aumentati, non si spendono. Né a Caserta né a Bolzano. Il problema non è togliere a qualcuno e dare a qualcun altro, è cambiare gli obiettivi e adeguare i progetti ai maggiori costi. Se ho messo a bilancio 10 milioni per fare un ponte, e quel ponte adesso mi costa 20, se non rivedo i costi, non tolgo qualche intervento e non aggiungo soldi su altri interventi, rimangono a bocca asciutta in Lombardia, in Campania e in Puglia. Bisogna essere più veloci, i soldi del Pnrr vanno spesi entro il 2026. Con la burocrazia che c'è adesso in nessuna zona d'Italia spendi tutti i soldi entro il 2026. Quindi rivederlo sarà una delle priorità da metà ottobre del prossimo governo".

E sul tetto al prezzo del gas ha aggiunto: “E’ l'Europa che deve muoversi, quindi speriamo che l'Europa imponga questo benedetto tetto alle aziende. Intanto però non possiamo aspettare mesi che a Bruxelles si sveglino. Noi possiamo aumentare l'estrazione del gas, aumentare la produzione, liberare tutti gli impianti che sono bloccati dalla burocrazia, in mare, su terra, rigassificatori, impianti eolici e fotovoltaici, riavviare la ricerca sul nucleare pulito e sicuro di ultima generazione perché è l'unico modo con cui si possono abbattere in futuro le bollette della luce e del gas e fare tutto il possibile perché la guerra finisca. Perché parte dell'aumento dipende anche dall'invasione russa in Ucraina. Quindi - ha aggiunto - se Bruxelles interviene domani mattina mettendo un tetto al prezzo del gas bene, se anche in questo caso non si muovono l'Italia non può aspettare, le famiglie non possono aspettare. Ad esempio, se fossi nel presidente del Consiglio, io convocherei oggi a Roma Eni, Enel, A2a, le aziende produttrici di petrolio e le raffinerie per concordare con loro a livello interno un tetto all'aumento del gas, visto che qualcuno ci sta guadagnando miliardi. Se il gas aumenta, se la luce aumenta, ci sono le aziende che producono e distribuiscono che stanno guadagnando miliardi e miliardi. Mettere un tetto a questi extra guadagni - ha concluso Salvini - è possibile".

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