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Martedì, 4 Ottobre 2022
Politica Parete

La fedelissima di Caputo lascia il Pd in Consiglio Comunale

Martino si dichiara indipendente ma resta all'opposizione

Luigia Martino si ‘allontana’ dal Partito democratico e costituisce un nuovo gruppo indipendente in seno al consiglio comunale. L’ufficializzazione è arrivata nell’ultima assemblea pubblica durante la quale l’esponente dell’opposizione ha annunciato questa sua decisione di ‘staccarsi’ dal capogruppo Pd Giuseppe D’Alterio e dall’ex sindaco Raffaele Vitale.

L’avvocato Martino è una fedelissima dell’europarlamentare Nicola Caputo ed è membro dell’assemblea nazionale del Pd. E’ entrata in consiglio comunale praticamente subito dopo l’inizio dell’avventura amministrativa del sindaco Gino Pellegrino: subentrò alla dimissionaria Marilena D’Angiolella (ex assessore) ed è stata sempre componente del gruppo consiliare ‘Parete prima di tutto’. Dopo l’esperienza da assessore all’Istruzione a Trentola Ducenta decise di sposare il progetto Pd di Parete “spendendomi a 360 gradi per il partito – dice l’avvocato Martino – e portando decine di persone ad avvicinarsi a questa realtà. Ricordo che ci fu un tesseramento che portò ad un risultato mai raggiunto a Parete. Fui la portavoce della mozione a favore di Renzi che ebbe il 97%, il risultato più importante di tutta la Provincia. I miei eventi anche di campagna elettorale sono sempre stati sotto la bandiera del Pd. Ma poi qualcosa si è crepato, fino alla ‘rottura’ di oggi”.

La prima ‘spaccatura’ c’è stata quando il segretario Franco Capone decide di lasciare l’incarico. Partono le consultazioni dei ‘saggi’ Antonio Maione e Pino Costanzo e “si arriva alla scelta di proporre Paolo Falco come segretario nonostante in tanti volessero me per questo ruolo”. Luigia Martino diventa invece ‘solo’ presidente, ma già questa nomina inizia a dare ‘fastidio’. Sì perché “dava fastidio la mia amicizia con Nicola Caputo perché si diceva potesse influenzare le scelte del Pd. Ma così non è mai stato. Per questo partito ho sempre dato tanto: insieme ad Elga Ferrara e a pochi altri abbiamo anche pagato gli affitti della sede che non risultavano pagati dall’ex segretario Franco Capone. La politica per me è sempre stata un fatto di cuore: non ho mai avuto incarichi perché ho sempre lottato con forza per una mia indipendenza senza essere succube e schiava di nessuno”.

E racconta anche un aneddoto abbastanza particolare: “Eravamo ad una cena a casa di Luigi Chianese (anche lui candidato e non eletto per pochi voti) e addirittura venni a sapere che non ero stata nemmeno tesserata. Avevo pagato la mia quota ma della tessera nemmeno l’ombra. Ad oggi non so ancora quei soldi a cosa e a chi siano serviti. Per avere la ‘tessera’ ufficiale sono stata costretta ad aspettare un anno”. La sua avventura da presidente del Pd però dura poco perché arrivano prima una serie di richieste di sfiducia e poi la richiesta di dimissioni che “mi giunsero dal gruppo ‘storico’ formato da Franco Capone, Franco Pirozzi, Gina D’Angiolella e anche dall’ex sindaco Raffaele Vitale. Dissero che dovevo dimettermi perché ero anche consigliere comunale. E così feci. Poi qualcuno voleva che rientrassi al mio ‘posto’ ma ormai la decisione era presa”.

E oggi si lascia andare ad un emblematico “addio, non entrerà mai più in quella sede dove mi sono sempre sentita una estranea. Ho conosciuto persone eccezionali ma politicamente non sono mai stata tutelata. E’ già un anno che non seguo più le assemblea. La scelta di dichiararmi indipendente arriva quindi da lontano, ed è una scelta sicuramente difficile ma necessaria”.

Sì perché adesso da ‘indipendente’ “voglio rappresentare il mio elettorato dopo essermi divincolata da quella gabbia chiamata Pd”. E se solo si pensa ad un avvicinamento al sindaco Gino Pellegrino, l’avvocato Luigia Martino stoppa subito qualsiasi ‘fantasia’: “Resterò tra i banchi dell’opposizione. Cascasse il mondo. Lotterò sempre con un certo modo di fare politica. E’ inutile nascondere i meriti di una amministrazione che raccoglie tanti finanziamenti, così come è inutile nascondere anche la gestione e l’affidamento di incarichi per i lavori. E allo stesso tempo ritengo non sia, ad oggi, possibile un accordo con l’altra indipendente Clementina Pezone (staccatasi anche lei dal Pd) e con il Movimento Cinque Stelle. Ragionerò con la mia testa e farò valere le mie idee”.

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