Regionali 2020. Forza Italia 'frena' Cangiano: "Prima la coalizione, poi il candidato"

Nei prossimi giorni si aprirà il tavolo di centrodestra: "Anche le civiche al tavolo coi partiti"

Massimo Grimaldi, Giorgio Magliocca e Carlo Sarro

Le elezioni provinciali sono solo un test propredeutico a quello che sarà il vero obiettivo di tutti i partiti (casertani e non): le elezioni regionali 2020 in Campania. Un appuntamento che ha già iniziato ad accendere gli animi dei protagonisti in campo. Nei giorni scorsi, il coordinatore regionale di Fratelli d'Italia Gimmi Cangiano aveva rilanciato la richiesta che la scelta del candidato presidente vada appannaggio del partito di Giorgia Meloni, dopo aver già fatto, nelle settimane precedenti, il nome di Edmondo Cirielli.

La risposta di Forza Italia non si è fatta attendere e l'ha firmata il consigliere regionale casertano Massimo Grimaldi. "Prima del nome, c'è da costruire la coalizione" ha affermato durante la conferenza stampa a Caserta per la presentazione della lista alle elezioni provinciali con il coordinatore provinciale Giorgio Magliocca ed il deputato Carlo Sarro. "Nei prossimi giorni si aprirà il tavolo del centrodestra a livello regionale che dovrà essere allargato anche alle liste civiche che sono sempre state una forza enorme per il centrodestra nella nostra Regione. Quel tavolo sarà utile per capire la strada da seguire nella costruzione di un percorso comune che metta in rilievo le differenze tra noi ed il centrosinistra, soprattutto sui temi".

Lo stesso Sarro ha poi tenuto a sottolineare come "in Forza Italia non ci sia alcuna intenzione di avviare un dialogo con Matteo Renzi" dopo le notizie circolate in seguito alla cena organizzata da Mara Carfagna con alcuni parlamentari azzurri e ribattezzata il 'patto della pizzella'. "Renzi - ha affermato Sarro - oggi è ancora di più un nostro competitor, perché cercherà di prendere voti in quella parte di elettorato che è stata sempre vicina a Forza Italia".

Magliocca, dal canto suo, ha poi spiegato i motivi dell'assenza del simbolo alle Provinciali: "Una scelta, presa di comune accordo nel partito, per allargare ed andare oltre le divisioni politiche, perché il consiglio provinciale deve essere un'istituzione dove tutti possano dire la loro, lavorando e senza creare ostruzionismo". E dopo aver annunciato una campagna "senza peli sulla lingua", il presidente ha poi risposto così sulle assenze nella lista di candidati di città come Caserta ed Aversa (i due più grandi centri della provincia): "E' una scelta precisa che abbiamo preso per rendere la lista ancora più competitiva. Siamo certi che i risultati ci premieranno, anche perché siamo gli unici che abbiamo in lista tre sindaci e ben 7 donne" ha concluso.

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