Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica

Forza Italia, guerra sulle nomine. L’europarlamentare contro il coordinatore regionale

Patriciello: “A tutto c’è un limite. Poi non meravigliamoci di passare dal 17 al 5%”

Esplode la guerra in Forza Italia dopo le nomine dei nuovi coordinatori provinciali ufficializzate nei giorni scorsi da Domenico De Siano. E proprio contro il leader regionale del partito di Silvio Berlusconi si è schierato l’europarlamentare Aldo Patriciello, molisano, ma che in Campania ha il suo immenso bacino elettorale (in provincia di Caserta, alle ultime europee, ha raccolto più di diecimila voti).

“Dopo le recenti nomine del coordinatore regionale di Forza Italia in Campania - afferma Patriciello . credo sia arrivato il momento di dire con chiarezza che la gestione portata avanti dal senatore De Siano non ha nulla a che vedere con la democrazia e il confronto interno”.

Poi l’affondo continua: “Mi sarei aspettato di essere coinvolto di più nelle scelte organizzative del partito sul territorio, cosa che non è mai avvenuta. Ma c’è un limite a tutto. La gestione del coordinatore De Siano è oramai frutto di scelte che poco hanno a che fare con il confronto democratico all’interno di un partito che ama definirsi liberale come Forza Italia. Non c’è da meravigliarsi se il nostro partito sia passato dal 17% delle Regionali 2015 al 5% delle ultime, continuando a perdere consensi e amministratori sul territorio a vantaggio dei nostri alleati di centro-destra. De Siano dovrebbe interrogarsi su questi dati e sulla scarsa capacità attrattiva del nostro progetto politico”.

Per l’europarlamentare di Forza Italia “un partito non può essere un fortino chiuso e arroccato su se stesso né deve somigliare a un club privato in cui può crescere solo chi è gradito al coordinatore regionale. Io sono abituato a confrontarmi con gli elettori giorno dopo giorno. E soprattutto sono abituato ad essere eletto con le preferenze, a differenza dal senatore De Siano la cui ultima elezioni con le preferenze risale alle Regionali del 2010, ben 11 anni fa. Non è una questione di merito, ci mancherebbe, ma di metodo. Nulla contro i nuovi coordinatori provinciali (tra cui c’è anche il senatore casertano Carlo Sarro, ndr) e cittadini, di cui ho grande stima e rispetto. Ma credo sia un dovere morale sollevare un problema che è sotto gli occhi di tutti e sulla bocca di tantissimi amministratori cittadini che non si sentono più adeguatamente rappresentati da una gestione che definire patriarcale è poco”.

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