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Politica Recale

Elezioni. Racioppoli lancia la sfida: "Mi candido per cambiare Recale"

Il candidato sindaco evidenzia: "Noi unica alternativa per uscire dalla rassegnazione al grigiore"

Manager, 44 anni, l’impegno sociale e la passione per la politica hanno sempre fatto parte della sua vita. A 19 anni è stato eletto consigliere comunale nella maggioranza del sindaco Ovidio Gadola e, in seguito, è stato collaboratore parlamentare di Pierino Squeglia. È membro del “Collegamento campano contro le camorre”, è socio fondatore del “Collettivo Paula” ed è stato attivista dell’associazione “Cruna”. Alle Amministrativa del 12 giugno, Angelo Racioppoli incarna l’unica alternativa alla Recale dei Porfidia.

Perché ha scelto di candidarsi?

“Perché sono convinto che cambiare Recale sia possibile. Ma bisogna lottare per farlo, giorno per giorno, tutti insieme, con gioia e con amore. Non si può pretendere che una città cambi, se non siamo i primi a volerla cambiare, se non siamo disposti a rompere i soliti schemi, le solite contrapposizioni; così come non si può governare Recale e fare a meno dei recalesi, di chi ci è nato e di chi ha scelto di viverci. Poi, ero stanco di una comunità in cui i cittadini sono relegati al ruolo di spettatori passivi di un immobilismo che ci sta rubando progetti e sogni. Hanno anestetizzato ogni slancio sociale, ogni tentativo di accendere un dibattito pubblico, un confronto sui temi. Il senso della politica è unire e provare a migliorare le cose, la vita delle persone, volare alto”.

Il suo nome è riuscito a coalizzare il fronte contro i Porfidia…

“Non la metterei così. La mia candidatura è per Recale, non contro qualcuno. Però, è indubbio che non appena è iniziato a circolare il mio nome ho sùbito percepito un grande entusiasmo tra cittadini, associazioni, partiti politici, movimenti, grandi elettori, come non era mai successo prima. Rispetto a questa chiamata civica è emerso in me, forte, il dovere di esserci, di offrire a Recale un’alternativa; ci lega un patto nobile, lontano da interessi di parte e da clientele, e connotato dall’impegno di servire, con onore, la città, per aprirle strade nuove, ridisegnare speranze, guardare al futuro. Recale, però, ha bisogno di tutti, dell’aiuto, piccolo o grande, che ognuno potrà offrire; ha bisogno di riscoprire il senso di comunità, l’orgoglio di essere Recale. Il 12 giugno saremo chiamati a una scelta: continuare a rassegnarci ad un presente grigio oppure scrivere una storia diversa, per noi e per i nostri figli. Dipende solo da noi”. 

Cosa pensa di poter fare per Recale?

“Tanto per i giovani, per le donne, per le persone fragili, per l’ambiente. Il mio lavoro da manager in una società che in Italia eroga servizi e realizza infrastrutture mi ha fatto comprendere i bisogni delle comunità e i meccanismi della pubblica amministrazione. È fondamentale conoscere, fino in fondo, i cittadini, che sarebbe un errore considerare un’entità collettiva e indistinta: ogni città, anche piccola, è formata da quartieri e ogni quartiere, da persone, le cui necessità sono diverse e mutevoli. In tanti anni di esperienza, ho imparato a gestire questa complessità e farla diventare una risorsa: so come promuovere lo sviluppo di un territorio, esaltandone le peculiarità, come attrarre finanziamenti, come superare la burocrazia che frena la crescita”.

Perché gli elettori dovrebbero votare lei?

“Per due ragioni. Il mio avversario la sua opportunità l’ha avuta e, a parere di molti a Recale, l’ha sprecata. Poi, perché tra i postumi di due anni di pandemia, gli echi di guerra e le incertezze economiche e sociali che ne derivano, la vulnerabilità è entrata, con prepotenza, nella vita dei cittadini. Non si scherza più! Oggi, le comunità non possono permettersi il lusso di galleggiare: o eleggono sindaci e giunte capaci di immaginare, progettare, realizzare, magari facendo rete con altri Comuni oppure la ripresa promessa dal PNRR si rivelerà per Recale l’ennesima occasione perduta. Ci attende una grande sfida, ma che possiamo vincere”.

È vero che sta scrivendo il programma elettorale con i cittadini?

“Sì, l’idea è partita proprio da loro. Sto ricevendo decine di messaggi e di telefonate su proposte e suggerimenti per rendere Recale più bella e accogliente. Ho le idee chiare, naturalmente, e i problemi da risolvere sono tanti e sotto gli occhi di tutti. Sono altrettanto convinto, però, che il contributo dei cittadini sia determinante, oggi e dopo le elezioni. Ho, quindi, attivato un indirizzo email (ideeperecale@angeloracioppolisindaco.it) a cui ognuno può inviare la sua priorità, piccola o grande che sia. L’ascolto dei cittadini è, per me, questione seria, pratica quotidiana, fondamento del buon governo. Tutti devono partecipare al cambiamento”.

Che sindaco pensa di poter essere?

“Sarò il sindaco di tutti, così come sono l’amico di tutti. Nelle piccole realtà ci si conosce, ognuno ha la sua storia, il suo modo di fare: per me hanno sempre contato la vicinanza alle persone e il servizio alla comunità. Il sindaco non è un commissario prefettizio: deve avere sempre la porta aperta, rispondere al cellulare, fermarsi in piazza e in strada per percepire gli umori della città. Istaurerò un dialogo diretto con i cittadini, le associazioni, la scuola, la comunità parrocchiale, con gli ultimi. Con me, il municipio non sarà più una fortezza inespugnabile, ma la casa dei recalesi”.

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