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Elezioni. Exploit di Guerriero in maggioranza, il ribelle Ommeniello fa flop

Sette consiglieri su otto vengono confermati ma con giochi di forza diversi. Antonietta Maria Rossi pronta per l'esecutivo, Argenziano raccoglie l'eredità del padre in opposizione

Era la sfida tra la concretezza e la visione, tra il non fare il passo più lungo della gamba e la forza delle idee che supera i freddi calcoli, tra due ideali opposti ed inconciliabili di concepire l'amministrazione. Era la sfida tra il lignaggio dei Porfidia e tutti gli oppositori coalizzati - per la prima volta - nel progetto unitario di "Insieme per Cambiare".

Il sindaco concede il bis come il fratello

Recale ha scelto la solidità e la continuità. Una scelta che nei numeri sembra essere convinta. E' una promozione a pieni voti per l'amministrazione uscente quella che arriva dalle urne della "Giovanni XXIII". Una conferma per il sindaco Raffaele Porfidia che come suo fratello Americo si concede il secondo mandato consecutivo (nel 2027 in due avranno governato Recale per 20 anni) superando lo sfidante Angelo Racioppoli di oltre 700 preferenze. Una conferma per tutta la compagine uscente. Sono sette su otto, infatti, i consiglieri comunali che il popolo recalese ha confermato nel parlamentino cittadino di piazza Vestini, con l'unica novità rappresentata da Angelo Di Carluccio. Un consiglio comunale che avrà protagonisti 7 uomini e 5 donne (come accaduto per i cinque anni precedenti).

La nuova-vecchia maggioranza. Exploit di Guerriero 

Una conferma in blocco non senza qualche sorpresa, con i giochi di forza interni al gruppo 'SìAmo Recale' che in 5 anni sono cambiati. L'ex assessora Giovanna Guerriero fa registrare un vero e proprio exploit con 638 preferenze - oltre 260 in più rispetto al 2017 quando ottenne il comunque lusinghiero risultato di 374 voti - e viaggia spedita verso un posto in giunta. Stesso si può dire per l'ex vicesindaco Domenico Di Maio che ha incrementato il precedente bottino (520 rispetto ai 442 di 5 anni fa). Ma sono altre due donne ad aver fatto il "botto" in termini di preferenze: Antonietta Maria Rossi che con i suoi 468 voti ha più che doppiato il precedente risultato mentre Gemma Argenziano pure ha visto aumentare le preferenze (384 vs 317). Anche Bruno Benito Mingione, consigliere delegato all'Ambiente, aspira ad un posto nell'esecutivo (380 vs 296). Chi ha invece subito un calo nell'elettorato sono i due ex assessori Tonio Gadola ed Ilaria Massi. Entrambi godono, però, della piena fiducia del sindaco Porfidia che adesso dovrà fare i conti con le legittime ambizioni dei consiglieri più votati e che, alla luce del risultato elettorale, meriterebbero una chance in giunta. Resta invece fuori dal consiglio l'ex consigliere Mario Caporaso, passato a sostenere il sindaco Porfidia dai banchi dell'opposizione.

L'opposizione con Racioppoli. Il flop di Ommeniello

In minoranza siederà invece il candidato a sindaco Angelo Racioppoli che torna in consiglio comunale dopo oltre 20 anni (ha ricoperto il ruolo durante l'amministrazione guidata dal sindaco Ovidio Gadola). Con lui Vincenzo Orballo, già consigliere di opposizione negli ultimi 5 anni. Orballo - che ha potuto contare anche sul sostegno dell'ex sindaca Patrizia Vestini - ha migliorato il risultato di 5 anni fa. Prima volta in consiglio, invece, per Angela Argenziano (511 preferenze). Non una neofita, avendo l'amministrazione di fatto nel Dna essendo la figlia del consigliere di lungo corso Antimo Argenziano. L'altra new entry, infine, è Domenico Todisco (421 voti). 

Nel gruppo "Insieme per Cambiare" si segnala l'ottimo risultato di Tonia Costantino (300 voti) che passa di oltre 50 voti sullo zio acquisito ed ex presidente del consiglio comunale Francesco Ommeniello, che con le sue 247 preferenze è colui che forse ha perso di più (5 anni fa ottenne 345 voti). Conferme per il Pd con il segretario Michele Lasco che di fatto ha 'bissato' (con qualche voto in più) il risultato ottenuto da Paola Landolfo nel 2017, sempre sul fronte dem. Buon risultato anche per la candidata in quota Articolo Uno Antonietta Dollero (255 preferenze) mentre va male l'avventura del giovane Giovanni Perreca che con le sue 67 preferenze è il candidato meno votato. 

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