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Politica Aversa

Elezioni. A cento giorni dal voto le trattative per le coalizioni sono in stallo

Oliva rischia di restare in un angolo, Farinaro tentenna mentre si registrano difficoltà sul fronte centrista. Il Pd rispolvera Golia nel corso del vertice a Palazzo Rebursa

Qual è la situazione politica a 100 giorni dal voto? Quali sono le coalizioni, i programmi ed i candidati? Le domande hanno presto ed immediata risposta. Non c’è nulla se non incontri più o meno ufficiali con politici (o aspiranti tali) che siedono contemporaneamente su più tavoli celandosi dietro un presunto civismo ed una dote di 2/3 liste. 

Centrodestra

Alfonso Oliva è sempre più solo. Non è stato capace di aggregare malgrado l’investitura da parte dei vertici regionali di Fratelli d’Italia che presto, però, gli chiederanno conto e lo metteranno all'angolo. Per questo l’ex consigliere comunale si è seduto al tavolo centrista ipotizzando la nascita di una civica dal nome ‘Fratelli di Aversa’. L’idea, però, sarebbe stata immediatamente bloccata dai parlamentari Gimmi Cangiano e Marco Cerreto che non hanno alcuna intenzione di creare un cartello elettorale con il consigliere regionale Giovanni Zannini. Ad Oliva, quindi, presto sarà chiesto di fare un passo di lato e mettersi a servizio del partito.

Coalizione ‘Farinaro’

È stato ribattezzato ‘mister tentenno’. Si tratta di Antonio Farinaro che da mesi si è fatto convincere da Pasquale Giuliano, Nicola Golia, Armano Lama e dal nipote Augusto Bisceglia ad accettare la candidatura a sindaco. L’ex presidente del consiglio comunale dell’era Ciaramella, però, non vuole rendere ufficiale la sua discesa in campo fino alla costituzione di un’ampia coalizione. Negli ultimi tempi, dopo l’avvicinamento degli ex amministratori che fanno capo al presidente del consiglio regionale Gennaro Oliviero, si è registrata una frenata nelle trattative. Paolo Santulli &co. non avrebbero gradito la presenza, al tavolo, di un candidato già deciso e così è cominciato un tira e molla che a breve potrebbe portare alla rottura del tavolo.

Gli Zanniniani 

Giovanni Zannini può contare solo sulla lista de ‘I Moderati’ e di ‘Noi Aversani’, le altre civiche che hanno più volte partecipato agli incontri, di fatto, sono evanescenti. C’è chi millanta candidati pur non avendone e sta provando a mettere in campo un bluff (vedi Orlando de Cristofaro); c’è chi siede su più tavoli (De Cristofaro, Nicola de Chiara e Alfonso Oliva) e chi siede al tavolo della costituenda coalizione di centro sperando in una candidatura a sindaco (vedi Orlando de Cristofaro, Alfonso Oliva e Mimmo Palmieri). In realtà il consigliere regionale dovrà scendere personalmente in campo se vuole davvero costituire un contenitore civico competitivo prima che i suoi delegati sul territorio distruggano il tavolo in essere. Sarebbero molti, infatti, a contestare a Zannini la delega in bianco a Giovanni Innocenti nelle trattative politiche che avrebbero portato solo ad un totale stato di caos con nessuna idea concreta. Alla finestra, però, resta sempre Franco Matacena ad aspettare l’investitura come candidato sindaco mentre sono totalmente crollate le quotazioni per una candidatura di Sergio di Meo.

Pd 

Dopo mesi di silenzio ed assenza, il Partito democratico, che, ricordiamo era il primo partito nel consiglio comunale uscente, è tornato a farsi sentire. Attraverso un soporifero dibattito il commissario Eugenio Marino sta provando a ripartire rimettendo insieme i cocci. L’impresa più ardua è quella di unire nuovamente l’area che fa capo al parlamentare Stefano Graziano (ovvero Marco Villano e gli altri ex colleghi di giunta e consiglio) con il sindaco uscente Alfonso Golia che è riuscito, dopo oltre 20 anni di amministrazioni di centrodestra, a riportare il centrosinistra alla guida della città. Marino ha fatto un’apertura all’ex sindaco che ha accolto l’invito e, tra lo stupore della sala e degli ex colleghi di giunta e consiglio, ha partecipato all’incontro di venerdì. Golia ha parlato tra i volti imbarazzati di tanti (compresi amministratori del millennio scorso quando era sindaco Lello Ferrara) rivendicando quanto fatto dalla sua amministrazione in oltre quattro anni di governo cittadino. La sua presenza ha sparigliato le carte ed ora il Pd si ritrova a dover ricominciare tutto da capo.

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