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Elezioni anticipate, prime ipotesi sulla data del voto

Draghi ha rassegnato le dimissioni. Mattarella convoca i presidenti di Camera e Senato

Saranno elezioni anticipate. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrerà i presidenti della Camera e del Senato dopo le dimissioni formalizzate in mattinata dal premier Mario Draghi che ha ottenuto una fiducia di minoranza ieri in Senato per l'astensione di Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle. Mattarella dovrebbe, ora, sciogliere le camere ed indire nuove elezioni.

Dallo scioglimento delle camere, l'Italia si recherebbe alle urne entro un minimo di 60 e un massimo di 70 giorni dallo scioglimento, dunque entro l'inizio di ottobre. La data che circola al momento è quella del 18 settembre 2022, che secondo l'Adnkronos da alcuni viene data ormai per certa e che dovrebbe essere ufficializzata già nelle prossime ore.

Un governo dimissionario non cessa subito le sue funzioni. In caso di scioglimento delle Camere da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella infatti il governo Draghi resterebbe comunque in carica, garantendo la continuità amministrativa per il "disbrigo degli affari correnti". 

Elezioni politiche a settembre 2022 potrebbero portare a un esercizio provvisorio di bilancio, ovvero una misura prevista dalla Costituzione a cui si ricorre nel caso in cui il Parlamento non sia in grado di approvare la nuova Legge di bilancio entro fine anno. In questo caso è concesso più tempo, fino a un massimo di quattro mesi. Se si andasse a votare l'esercizio provvisorio sarebbe quasi una certezza, calendario alla mano: a meno di risultati clamorosamente chiari dalle urne, si può stimare che tra insediamento, consultazioni, incarico, lista e giuramento dei ministri il nuovo governo non sarebbe operativo prima di dicembre.

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