Domenica, 21 Luglio 2024
Politica San Prisco

'Giallo' dimissioni: il passo indietro di un consigliere potrebbe salvare il sindaco

Un errore nella documentazione inviata potrebbe bloccare l'arrivo del commissario: si attendono le decisioni della Prefettura

E' un vero e proprio 'giallo' quello relativo alle dimissioni di 9 consiglieri comunali di San Prisco. Ad oggi, infatti, la Prefettura di Caserta non ha disposto lo scioglimento del consiglio comunale né ha nominato il commissario prefettizio che dovrà guidare l'Ente fino alle elezioni. E sembrerebbe che i ritardi non siano figli della burocrazia italiana notoriamente lenta.

Martedì 11 giugno nove consiglieri comunali firmarono le dimissioni da un notaio, decretando la fine dell'amministrazione del sindaco Domenico D'Angelo. Ai cinque esponenti dell'opposizione (i consiglieri Filomena Di Felice, Antonio Di Monaco, Stefano Iannotta, Francesco Paolino e Gaetano Trepiccione) si aggiunsero quattro componenti della maggioranza: il vicesindaco Antonio Morgillo, l'assessore Matrona Libertino e i consiglieri Andrea Esposito e Giovanni Reccia.

Secondo quanto si apprende però, gli atti inviati a chi di dovere presenterebbero un errore, per cui la Prefettura avrebbe richiesto ulteriori documenti. Ed è qui che nasce il problema. Infatti uno dei firmatari, il consigliere Giovanni Reccia, avrebbe deciso di fare un passo indietro rispetto alla sfiducia, inviando una propria comunicazione. Una decisione, giunta dopo la firma che però, in questo frangente, starebbe bloccando il completamento della procedura di scioglimento del consiglio comunale e, quindi, potrebbe risultare decisiva per salvare il sindaco D'Angelo.

Una problematica che, secondo voci di corridoio, esisterebbe, al punto che gli altri otto firmatari avrebbero cercato di coinvolgere altri esponenti della maggioranza nella sfiducia, ricevendo però solo 'no'.

A questo punto la palla passa in mano alla Prefettura che dovrà decidere come procedere. Ovviamente potrebbe essere solo questione di giorni la nomina del commissario prefettizio ma non si possono escludere altri scenari. Ci sarebbe, infatti, la possibilità di ritenere incompleta la documentazione e quindi non effettiva, lasciando la situazione come sta e consegnando a D'Angelo un'amministrazione spaccata a metà. Un'altra ipotesi, questa clamorosa, è che la Prefettura accolga le dimissioni di soli 8 consiglieri comunali, determinando quindi le surroghe ma non la fine dell'amministrazione comunale. In questo caso gli 8 firmatari sarebbero fuori dal consiglio comunale.

La matassa è intricata e solo la Prefettura potrà scioglierla prossimamente, anche se i tempi non sono chiari. Al momento, però, l'unica certezza è che l'amministrazione D'Angelo continua ad andare avanti seppur nell'incertezza del futuro.

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