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Domenica, 5 Febbraio 2023
Politica

Si dimette anche il commissario provinciale del Pd Caserta

Matteo Mauri ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico

Non regge neanche il commissario ed il Partito democratico di Caserta si ritrova senza guida a poco più di un mese dalle Primarie. Matteo Mauri ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico lasciando la guida del Pd a livello provinciale. Troppe tensioni anche per lui, che ha preferito fare un passo indietro in vista delle primarie di febbraio.

“Ogni iniziativa necessaria in vista del percorso congressuale sarà assunta a questo punto dagli organi competenti superiori, che sono stati informati, secondo le norme regolamentari e statutarie” ha scritto in una comunicazione agli iscritti.

Una decisione che arriva a poche ore dall’avvio della campagna elettorale per le Primarie di Stefano Bonaccini a Caserta. Il governatore dell’Emilia Romagna domenica sarà prima alla Reggia e poi al Belvedere di San Leucio accompagnato dall’europarlamentare Pina Picierno.

Proprio dai seguaci del governatore emiliano sembrano essere arrivati i problemi che hanno portato all’addio del commissario. In particolare sulla scelta di inserire nella commissione di garanzia provinciale l’ex sindaco di Sessa Aurunca Silvio Sasso su input della Picierno, anche se lo stesso è schierato contro il Pd nell’amministrazione comunale retta da Lorenzo Di Iorio.

“Le dimissioni di Matteo Mauri da Commissario della Federazione provinciale del Partito democratico rappresentano l’ennesimo schiaffo per i militanti casertani, che, nonostante tutto, stanno partecipando al congresso, cercando di vincere le tante perplessità di questo difficile passaggio per uno partito allo stremo” denuncia Camilla Sgambato, componente della direzione nazionale e già presente provinciale del partito, nonché coordinatrice regionale della mozione per Cuperlo Segretario. “Il commissario stava provando a rimettere in piedi la vita del partito nella nostra provincia, nel rispetto delle regole e con l‘intento di costruire le condizioni per lo svolgimento corretto e partecipato del Congresso, ma ha deposto le armi di fronte alle logiche perverse che, negli ultimi anni, hanno paralizzato il partito casertano e che continuano a fare danni. Spero che il partito nazionale e lo stesso Stefano Bonaccini, nella cui affollata compagine sembra nascere l’ennesimo contrasto che ha portato il commissario alle dimissioni, siano informati del grave stallo in cui precipiterà la fase congressuale a Caserta. A causa del mancato rispetto di regole, e, direi soprattutto del mancato rispetto tra compagni dello stesso partito, corriamo il serio rischio di non poter partecipare al congresso, a causa degli enormi problemi organizzativi legati alla certificazione dell’anagrafe. Ero fortemente preoccupata per la tenuta del mio partito in generale, ho scritto in passato che avremmo dovuto interrogarci sulle ragioni che ci hanno fatto perdere milioni di voti, sulle cause della sconfitta e sui rimedi da porre in essere, ma fatti così gravi mi confermano che si continua a non comprendere la fase gravissima che stiamo vivendo”, conclude Sgambato (Pd).

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