Nuove tensioni in maggioranza ed il sindaco torna ad evocare il tintinnio di manette

Messaggio di Velardi, i destinatari sembrano ancora i consiglieri Pd che stanno chiedendo di mantenere gli impegni presi sul bilancio per la revoca di tutti i funzionari esterni

Il sindaco di Marcianise Antonello Velardi

I problemi nella maggioranza al Comune di Marcianise non sembrano essere ancora finiti. Dopo la crisi che ha portato il sindaco Antonello Velardi ad un passio dall’addio, con un salvataggio in extremis pochi minuti prima del voto decisivo sul bilancio di previsione, i malumori non sembrano ancora sopiti.

Anche perché le promesse fatte dallo stesso Velardi proprio nel consiglio comunale di fine aprile ai consiglieri comunali del Partito democratico non sono state ancora realizzate. In particolare, solo 2 funzionari esterni sono stati revocati mentre gli altri sono rimasti al proprio posto. Nei giorni scorsi c’è stato un doppio vertice interno che non sembra aver portato i frutti sperati (soprattutto dai consiglieri Pd) e questo ha creato nuova tensione, considerando che tra un paio di settimane si dovrà tornare in aula per un altro voto decisivo, quello sul Rendiconto 2018, la cui approvazione è fondamentale per proseguire l’azione amministrativa e sul quale pende già la diffida del prefetto di Caserta.

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Ed in questo momento delicato per le sorti del futuro amministrativo Velardi torna ad evocare il tintinnio delle manette, con un post sulla sua pagina Facebook, che sembra essere un nuovo messaggio ai consiglieri Pd. Anche perché il sindaco fa un chiaro riferimento a Marcianise dove, scrive, “è in corso una battaglia sulle assunzioni al Comune. Una battaglia che non è solo politica”. Ed aggiunge: “Leggo le notizie su Legnano (dove il sindaco è stato arrestato per aver affidato incarichi in cambio di appoggio elettorale, ndr) e mi convinco sempre di più che è molto complicato riuscire a far passare - a Marcianise e non solo - una verità che è banale: le leggi si rispettano e i pubblici dipendenti vanno selezionati secondo le regole, per il buon funzionamento degli uffici e non per interessi elettorali o politici. Questi impicci si facevano prima, e solo qualcuno andava in galera. Adesso in galera si va molto più facilmente. E meno male, aggiungo io”.

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