Giovedì, 23 Settembre 2021
Politica Aversa

Il sindaco non ha più la maggioranza: bilancio bocciato. Dopo 18 mesi finisce l'era Golia

La palla al prefetto: nomina di un commissario ed avvio dello scioglimento dell'amministrazione. La seduta (sospesa per 7 volte) è finita dopo 12 ore

Alfonso Golia si appresta a salutare gli uffici di piazza Municipio, dove era salito a suon di slogan e con uno zainetto rosso pieno di speranza. Il consiglio comunale, dopo oltre 12 ore di discussione, non ha dato il via libera alla delibera sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio.

La rottura con 6 consiglieri comunali

Era il 9 giugno 2019 quando, a suon di voti, aveva sconfitto la coalizione di centrodestra diventando sindaco di Aversa. Sembra un’era fa ed invece sono passati poco più di 18 mesi. Tanto è bastato a Golia per perdere per strada tanti pezzi della sua maggioranza; consiglieri (Paolo Santulli, Eugenia D’Angelo, Francesco Forleo, Imma Dello Iacono e Maria Luisa Motti, oltre al presidente del Consiglio Carmine Palmiero) che si son via via allontanati fino a giungere ad una spaccatura non più sanabile. Una distanza emersa già nei mesi scorsi che la pandemia non ha fatto altro che acuire.

L'ultimo appello alla minoranza

“Mi appello al senso di responsabilità di ognuno di voi, perché i cittadini non capiscono le scaramucce della politica su temi fondamentali come il bilancio. I cittadini ci guardano ed aspettano da noi risposte concrete”. Sono queste le parole con le quali Golia ha lanciato, in extremis, ai consiglieri di opposizione, per cercare di restare alla guida del Comune. Le ha pronunciate intervenendo in consiglio comunale, poco prima delle 20, chiedendo ufficialmente l’appoggio dei consiglieri di centrodestra dopo essersi reso conto di non avere i voti necessari per approvare l’assestamento di bilancio, la cui bocciatura porterebbe al commissariamento dell’Ente di piazza Municipio. Dopo una giornata lunghissima, col consiglio comunale sospeso per ben sei volte (dalle 10 del mattino) dal presidente Carmine Palmiero, Golia si è reso conto che la rottura coi consiglieri dissidenti erano ormai insanabili.

“Il momento storico sarà costruttore di ponti”

Allora il sindaco di tentare il tutto per tutto, chiedendo l’aiuto della minoranza.“I cittadini pretendono concretezza e responsabilità da parte nostra e come potrebbe essere altrimenti mentre il mondo intero combatte contro un unico nemico - ha affermato - Il mio auspicio è che il voto di oggi possa essere ampio e condiviso da tutta l’Assise. Quello di oggi non è il voto di partito o di corrente, ma ritengo che debba essere un voto per la città che noi rappresentiamo. Voglio essere franco: le lontananze cristallizzate dal voto sul bilancio previsionale non si sono ridotte ma oggi è il tempo della forza e della compartecipazione. E’ il tempo del rigore e dell’unità. Perché finanziariamente la città ha bisogno di un assetto economico stabile perché altrimenti non reggeremmo l’impatto dei prossimi mesi, rischiando di lasciare solo chi già è solo. Mi assumo tutta la responsabilità politica di quello che sta accadendo, ma è vero che la mia porta è e resterà sempre aperta per tutti. Alla luce di queste lontananze credo che il luogo deputato alla costruzione dei ponti sia il consiglio comunale, dove anche le istanze impercorribili diventeranno percorribili perché il momento storico ed il senso di responsabilità saranno costruttori di ponti solidi e duraturi”. Dopo l’intervento del sindaco, è stata disposta una ulteriore sospensione del consiglio comunale: sono minuti decisivi che segneranno il futuro dell’amministrazione comunale di Aversa.

consiglio comunale aversa-10

D’Angelo: “Rottura colpa della tua arroganza”. Angelino colto da lieve malore

L’appello di Golia non è stato accolto dal suo ‘alter ergo’ Gianluca Golia, sfidante sconfitto al ballottaggio nel 2019. “Il senso di responsabilità ce lo saremo aspettati prima da parte del sindaco, non il pomeriggio del 30 novembre. Per una questione di correttezza e responsabilità personale” sottolinea. Molto più dura la consigliera comunale del Pd Eugenia D’Angelo: “E’ stata la tua arroganza e la tua incapacità di gestire i rapporti con chi gestisce l’Ente a creare questa rottura - ha affermato rivolgendo al sindaco - Il senso di responsabilità avrebbe voluto che tu ci chiamassi dopo agosto (l’astensione sul bilancio di previsione, nda), ma non per gli assessori, perché li abbiamo già rifiutati ad aprile. Ci avresti dovuto chiedere i progetti e l’indirizzo politico che volevamo seguire. I consiglieri non possono alzare la mano e ratificare le decisioni dell’esecutivo scelto da te. Gli assessori tecnici devono rispettare i consiglieri comunali, quelli che hanno speso energie per fare eleggere questa amministrazione”. La D’Angelo ha anche svelato di aver chiesto “nel corso dell’incontro del Pd di sabato col sindaco, un atto concreto: la revoca ad horas della dirigente comunale Gemma Accardo, ma quel provvedimento non è arrivato” sottolineando come in un altro incontro, svolto 24 ore prima, aveva chiesto anche la testa dell’assessore alle Finanze Francesca Sagliocco. La discussione in consiglio comunale è continuata fino alle 22 quando, poco prima del voto sul bilancio, è stato annunciato che il consigliere comunale Vincenzo Angelino aveva avuto un lieve malore e questo ha portato il presidente del Consiglio Palmiero a concedere un’altra pausa (la settima sospensione della giornata).

Alla fine si vota: 14 contro il sindaco

Golia prima del voto, specifica meglio il suo pensiero: “Se non fosse stato un momento così complesso per la nostra città, sarei andato a dimettermi. Questo era ed è il mio appello alla responsabilità, non certo perché volessi strumentalizzare sofferenza e morte per restare al mio posto”. Ed alle accuse della D'Angelo, ha replicato: "Chiedere teste è la vergogna della politica ed io sono orgoglioso di non aver subito questi ricatti". Poi è tornato sul 'licenziamento' dell'assessore alle Finanze Nicola Carpentiero: "Ho dovuto farlo per dare le risposte ai cittadini in piena emergenza Covid". Alla fine, arriva il momento della 'conta': il sindaco si ritrova con appena 9 voti per il bilancio, un consigliere si astiene, mentre contro votano in 14 (Alfonso Oliva, Gianluca Golia, Luigi Dello Vicario, Giovanni Innocenti, Olga Diana, Francesco Sagliocco, Roberto Romano, Giuseppe Stabile, Eugenia D’Angelo, Paolo Santulli, Maurizio Danzi, Imma Dello Iacono, Maria Luisa Motti). Ora la palla passa al prefetto di Caserta Raffaele Ruberto: sarà lui a nominare un commissario per l'approvazione del documento contabile. Contestualmente sarà avviata la procedura di scioglimento dell'amministrazione comunale. Su Golia, ormai, scorrono i titoli di coda. 

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