I 4 consiglieri del Pd aprono uno spiraglio e dettano le condizioni per 'salvare il sindaco'

Santulli, D'Angelo, Danzi e Forleo: "Contro di noi una strategia della tensione comunicazionale. Il Comune è attenzionato dalla Corte dei Conti e la Finanza è stata già negli uffici"

“Noi non vogliamo mandare a casa nessuno. Abbiamo ricevuto un mandato, quello di consiglieri comunali, che porteremo avanti, ci auguriamo fino a scadenza naturale, nell’esclusivo interesse della città”. Ad una settimana dal voto contrario in consiglio comunale sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio, i 4 consiglieri ‘dissidenti’ del Partito democratico (Paolo Santulli, Eugenia D’Angelo, Maurizio Danzi e Francesco Forleo) escono allo scoperto, ponendo delle condizioni al sindaco di Aversa Alfonso Golia per poter votare la delibera di bilancio entro i 20 giorni concessi dal prefetto di Caserta Raffaele Ruberto, ponendo, però, le loro condizioni.

“La data del 30 novembre segna il punto di arrivo di una strategia della tensione comunicazionale nella quale siamo stati accusati di tutto - affermano i 4 consiglieri - Perché eravamo, e siamo, critici rispetto ad alcune incomprensibili scelte del sindaco e della sua giunta. Decisioni non condivise ma subite. Consapevolmente, il sindaco ha fatto mancare il necessario dialogo con i consiglieri critici, la necessaria apertura tra lui ed una parte de suoi consiglieri di maggioranza, probabilmente per l’assenza della necessaria fiducia e disponibilità all’ascolto che nella gestione di una maggioranza è quantomeno doverosa. Ma la Politica vuole, anzi impone, che chi è investito della responsabilità della guida di una città si faccia carico di cercare, anche laddove gli accessi sembrano chiusi, uno spiraglio”.

E qui, lo ‘spiraglio’, lo aprono proprio i consiglieri dissidenti: “Il sindaco può riaprire il ragionamento politico laddove esso si è interrotto. Perché noi abbiamo votato ‘no’ all’assestamento di bilancio ma il sindaco ha ancora 20 giorni di tempo per accogliere i nostri rilievi e invertire la rotta sulla politica finanziaria dell’Ente”.

Su questa ‘nuova strada’, i consiglieri Santulli, D’Angelo, Danzi e Forleo (sui quali è pendente una richiesta di espulsione dal partito) dettano le condizioni per poter votare il documento contabile. I consiglieri del Pd chiedono il “riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi sulla base dei quali si d’eterna il risultato di amministrazione nel rendiconto consuntivo secondo le modalità già illustrare in commissione Bilancio e nel consiglio comunale del 9 luglio, cioè sulla base di singole determina dirigenziali, nelle quali sia motivato giuridicamente il mantenimento in bilancio dei crediti e dei debiti, il loro ammontare analitico e complessivo e con la certificazione del dirigente ad interim dell’area finanziaria”. Inoltre i consiglieri chiedono la pubblicazione delle “determine dirigenziali certificate dal dirigente sull’albo pretorio del Comune di Aversa, dando un segnale di svolta circa la trasparenza degli atti finanziari”. E poi snocciolano i numeri che li spingono a non essere convinti del bilancio: “Su 44 milioni di residui attivi per entrate tributarie, il Comune di Aversa ha incassato, presumibilmente, appena 2,3 milioni; su 30 milioni di residui attivi per entrate extra tributarie, invece, appena 1,2 milioni. Sul riaccertamento dei residui attivi e passivi eseguito nei primi mesi del 2020 abbiamo espresso al sindaco tutte le nostre perplessità che si è sempre rifiutato di accogliere”.

I 4 consiglieri pd, inoltre, chiedono che “il riaccertamento sia valutato dal nuovo collegio dei revisori e da questi sia espresso un formale parere, anch’esso da pubblicare sull’albo pretorio. Ed infine che “si valuti la possibilità del ricorso ad un piano di riequilibrio finanziario pluriennale, sottoposto al vaglio della Corte dei Conti. Questo permetterebbe di risanare lo squilibrio finanziario dell’Ente, in un periodo tra i 4 ed i 20 anni, e di evitare una futura ed eventuale dichiarazione di disastro finanziario. Ad oggi l’Ente ha predisposto un piano di rientro da noi reputato insufficiente rispetto alla effettiva situazione economica”. Non è un caso, dunque, che i problemi con una parte della maggioranza (ai consiglieri Pd vanno aggiunti anche Luisa Diana Motti, Carmine Palmiero ed Imma Dello Iacono) sono iniziati proprio dopo che l’ex assessore al Bilancio Nicola Carpentiero ha iniziato a parlare di dissesto finanziario che il sindaco Golia ha sempre “respinto”.

Una richiesta che, secondo quanto mettono nero su bianco i consiglieri dissidenti, è basata anche sul fatto che “il Comune di Aversa è già attenzionato dalla Corte dei Conti. Su disposizione della stessa, infatti, la Guardia di Finanza ha ritirato in Comune la documentazione contabile necessario ad eseguire le opportune verifiche e, perciò, massima deve essere la prudenza sui documenti contabili”. Niente più “teste sul tavolo”, dunque, così come aveva chiesto la consigliera D’Angelo, che nel corso del consiglio comunale di lunedì scorso, aveva dichiarato esplicitamente di aver richiesto prima la revoca del dirigente Gemma Accardo e dell’assessore Francesca Sagliocco e poi, in extremis, solo quella del dirigente. Ma una chiara rivalutazione e bocciatura del loro lavoro. Ora la palla passa al sindaco Golia.

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