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Pd, l’accelerata per la commissione di garanzia fa flop: stop a tesseramento ed espulsioni

Da Roma arriva la frenata all’assemblea provinciale che si scioglie dopo appena 10’

L’accelerata natalizia decisa da Camilla Sgambato per tentare di rimettere in piedi un partito che, di fatto, non esiste quasi più nei suoi organismi si è trasformato in una sorta di boomerang per chi, oggi, ha la barra del comando del Partito democratico.

All’assemblea provinciale convocata per oggi erano presenti, nel momento di massimo afflusso, una cinquantina di membri su 150 e, alla fine, è stata aperta e chiusa dalla stessa presidente Sgambato nell’arco di dieci minuti. La riunione, nelle intenzioni, sarebbe dovuta servire per la nomina della commissione di garanzia, fondamentale sia per il tesseramento 2021 (che è in scadenza al 31 dicembre) che per avviare i procedimenti contro quegli esponenti che, alle ultime elezioni, si sono schierati contro il Pd (emblematici i casi dei sindaci Vito Marotta di San Nicola la Strada e Marcello De Rosa di Casapesenna che sono stati eletti in Provincia in un’altra lista).

Ma le “intenzioni” della Sgambato sono state bloccate dal vice segretario nazionale Provenzano e dal responsabile dell’organizzazione Vaccari che hanno ‘consigliato’ alla Sgambato di evitare forzature di fine anno. E’ stata la stessa presidente dell’assemblea provinciale a confermarlo, aprendo l’assemblea da remoto, asserendo che “Roma ci deve accompagnare nel nuovo percorso”.

Non un commissariamento vero e proprio, dunque, ma un “sostegno” per un partito sempre più lacerato dalle guerre intestine, con un segretario provinciale Emiddio Cimmino ‘marginalizzato’ dalla sfida che vede contrapposto il consigliere regionale Gennaro Oliviero, da un lato, e gli ex parlamentari Stefano Graziano e Pina Picierno dall’altro.

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