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Ripartire da Sud: Bassolino chiude la Prima Winter School

Castel Volturno - Il Sud e la politica, il Sud e le imprese. E il Porcellum, e l'identità del Pd, il berlusconismo e Mirafiori, il federalismo e l'Europa. Antonio Bassolino chiude la tre giorni formativa della Prima Winter School di Sudd, -...

Il Sud e la politica, il Sud e le imprese. E il Porcellum, e l'identità del Pd, il berlusconismo e Mirafiori, il federalismo e l'Europa. Antonio Bassolino chiude la tre giorni formativa della Prima Winter School di Sudd, - ospitata da venerdì 14 a domenica 16 gennaio presso l'Holiday Inn di Castel Volturno, Caserta -, con un intervento che spazia su ogni fronte, senza risparmiare critiche, con una analisi lucida e precisa dei fatti italiani, dall'Unità d'Italia alla primavera dei sindaci, al referendum di Mirafiori. Un confronto a più voci, con Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione per il Sud e Giuseppe Vacca, Presidente Fondazione Gramsci, coordinato dal direttore della Fondazione Sudd, Diego Belliazzi."Ripartire da Sud, politica e società", il tema su cui confrontarsi e con cui chiudere una "maratona" di dibattiti che ha visto protagonisti centoventi iscritti under 40 provenienti dal mondo della politica, delle istituzioni e dell'associazionismo dell'intero Mezzogiorno; una tre giorni in cui si è discusso di Sud, e lo si è declinato in tutte le sue sfaccettature; dalle nuove generazioni alla via della Seta, dall'Europa alla primavera dei sindaci. Tre giorni di approfondimento e riflessione voluti dalla Fondazione Sudd, organizzati da Belliazzi e dal giovane dirigente Pd Nicola Ucciero, le cui conclusioni sono state, dunque, affidate al presidente della Fondazione ed ex governatore campano. "Ripartire da Sud, politica e società". Per ricordare che è un errore cavalcare "la radicalità dello scontro Nord Sud perché - come ricorda Borgomeo - non c'è sviluppo possibile del Paese intero senza sviluppo del Mezzogiorno" e per ricordare che, per usare le parole di Vacca, "se si governa il Paese in nome dell'interesse di una parte contro l'altra, il Paese stesso va pericolosamente indietro".
Bassolino ripercorre la stagione dei sindaci, quella stagione felice degli anni '90 in cui "il Mezzogiorno è cresciuto per prima volta dopo decenni più della media nazionale" ma ricorda anche che "lo spirito pubblico è fortemente condizionato da un riflesso antimeridionalista". A nord, insomma, lo Stato ha investito di più, a Sud abbiamo dovuto far tutto con gli interventi straordinari.
Il punto, argomenta l'ex governatore, "sono le strade che non si sono incontrate: quelle tra economia e civismo, tra Mezzogiorno e governo del Paese". "Drammatico", poi, l'ultimo decennio, quello "del berlusconismo", con la sola parentesi di "due anni dell'Unione, di gran lunga diversa da quella degli anni '90". "E non dobbiamo sorprenderci se in tutto questo può nascere anche il Porcellum". Una responsabilità bipartisan, secondo Bassolino, perché "è una legge elettorale fatta senza una vera e seria opposizione né nel Paese né nel Parlamento, senza una manifestazione, senza un sit-in a Montecitorio, senza una parvenza di ostruzionismo in Parlamento, senza nulla". E poi il Pd e la sua identità: "guai a costruirsi una identità elitaria", il Pd ha "bisogno di una identità culturalmente forte e dunque popolare, nel senso vero, bello e alto del termine", il Pd "non deve declinarsi come partito federalista, scimmiottare la Lega, perché muoversi con mentalità riformatrice è un'altra cosa, guardare all'Europa".

Cruciale il ruolo del Partito nei confronti del mondo del lavoro e sindacale: "E meno male - dice Bassolino - che non abbiamo preso posizione, altrimenti viste le tendenze, rischiavamo di esporci per il sì. Noi, invece, dobbiamo stare dalla parte dei lavoratori e, così facendo, staremo dalla parte delle aziende e dello sviluppo del Paese in maniera lungimirante. Non bisognava guardare al sì e al no come due eserciti contrapposti, dietro ogni singolo voto c'era il travaglio di un operaio. Ma bisogna dire - aggiunge l'ex governatore - che il risultato del voto è stato di una straordinaria intelligenza politica: perché vince il sì, e questo toglie ogni alibi all'assurdità di dire 'andiamo a Detroit', ma al tempo stesso rende chiaro che il troppo stroppia. Adesso occorre subito una legge parlamentare sulla rappresentanza".
Sudd chiude questa con successo questa prima Winter School. Ed "è un'esperienza da ripetere", lo dice anche Bassolino. "Perché conta il ruolo dei partiti ma anche un ruolo di riflessione culturale di tante Fondazioni e associazioni che dobbiamo mettere in rete e - conclude il Presidente di Sudd - far crescere in tutto il Mezzogiorno".

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