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Strutture sanitarie pubbliche e private, D'Anna (Pdl) incontra Berlusconi

Caserta - Il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, ha ricevuto a palazzo Grazioli il Presidente di Federlab Italia, on. Vincenzo D'Anna, membro della XII Commissione Affari Sociali e Sanità, per discutere delle problematiche riguardanti...

Il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, ha ricevuto a palazzo Grazioli il Presidente di Federlab Italia, on. Vincenzo D'Anna, membro della XII Commissione Affari Sociali e Sanità, per discutere delle problematiche riguardanti le strutture sanitarie private accreditate. Al Presidente Berlusconi è stato presentato un documento nel quale si ribadisce la necessità di procedere all'equiparazione legislativa, all'introduzione di norme per realizzare la parificazione tra pubblico e privato e al finanziamento a prestazioni utilizzando retribuzioni analoghe in entrambi i comparti. Espressa anche l'esigenza di rivedere il sistema tariffario adeguandolo agli effettivi costi standard di produzione e dell'utile d'impresa. Il Presidente del Consiglio ha accolto le note concordando un incontro dopo l'approvazione della legge finanziaria.

La FederLab Italia è una associazione di categoria che ha federato operatori della sanità privata in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale per la branca di patologia clinica (Laboratori di Analisi). L'Associazione, presente in 16 regioni, vanta oltre 2000 strutture associate e dà lavoro a circa 20.000 operatori. FederLab Italia avversa lo statalismo sanitario e sostiene le ragione degli imprenditori privati in sanità.
L'intendimento dell'associazione è quello di: sollecitare la modifica della legislazione vigente in modo da raggiungere l'effettiva equiordinazione tra strutture a gestione diretta da parte dello stato e strutture private accreditate, anche attraverso il finanziamento del sistema a prestazione ovvero con analoghe tariffe di remunerazione sia nel comparto pubblico (che viene retribuito a piè di lista e che genera per intero il debito sanitario) che in quello privato accreditato; introdurre precisi criteri per la determinazione delle tariffe per la remunerazione delle prestazioni sanitarie che tengano conto dei requisiti organizzativi, tecnologici e di personale previsti dalle norme regionali, dell'utile d'impresa e quindi degli effettivi costi di produzione.

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