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Comunit montana del Fortore, Altro Sud: '17 licenziamenti di Stato di cui nessuno parla'

Benevento - Della tragica vicenda dei diciassette dipendenti messi in mobilità dalla Comunità montana del Fortore, con sede a San Bartolomeo in Galdo, provincia di Benevento, nessuno parla, ma essa è emblematica dell'emergenza sociale che sta'...

Della tragica vicenda dei diciassette dipendenti messi in mobilità dalla Comunità montana del Fortore, con sede a San Bartolomeo in Galdo, provincia di Benevento, nessuno parla, ma essa è emblematica dell'emergenza sociale che sta' vivendo la Campania a causa dei tagli voluti Ministro Tremonti. Diciassette famiglie da mesi senza stipendio nella realtà più povera della regione.
Eppure, i vertici della Comunità non hanno perso tempo a far recapitare all'inizio dell'anno la lettera della cosiddetta messa in disponibilità. La scelta si giustifica - secondo l'ente - con i tagli voluti dal governo centrale. Senza soldi si riesce a malapena a coprire lo stipendio di soli 15 dipendenti su 32, per cui gli altri 17 si arrangino. L'elenco degli esuberi però è stato fatto in base ad una graduatoria che non tiene conto dell'età di queste persone, quasi tutti ancora giovani per la pensione ma vecchi per un nuovo lavoro. L'assurdo è che l'ente ora pensa a una «nuova dotazione organica del personale». Ma come, non mancavano i finanziamenti?Da parte loro i sindacati confederali (per una volta uniti) nei mesi scorsi hanno iniziato una serie di mobilitazioni fino a giungere ad un tentativo di conciliazione presso l'Ufficio del lavoro del capoluogo sannita, al quale per ben due volte i vertici della Comunità non si sono presentati.
Dopo un lungo braccio di ferro si è arrivati a un accordo che prevede una sorta di "patto di solidarietà": gli altri dipendenti rinunciano a una parte dello stipendio in favore dei colleghi messi in mobilità. Peccato che chi doveva solidarizzare non è stato mai interpellato, così ad oggi i diciassette impiegati sono ancora lì ad aspettare l'ottanta per cento dello loro stipendio, così come previsto dalla legge.

Situazione, quest'ultima, criticata anche dalla Cisl provinciale: «L'unica cosa - scrive in una nota - che la Comunità montana è stata capace di produrre è stata la messa in disponibilità, e quindi il licenziamento, di diciassette lavoratori ai quali, da mesi, viene negato il salario». Il sindacato ha anche inviato un esposto al ministro Brunetta e alla Corte dei conti. Arriveranno gli ispettori ad effettuare le verifiche contabili? Vedremo. Intanto la casta ha altro a cui pensare, anche quando a licenziare è lo Stato.
L'Altro Sud monitorerà questa vicenda emblematica dello sfregio continuo alla comunità campana e meridionale che il Governo filo-nordista alla guida del nostro Paese, sta' conducendo dal giorno del suo insediamento.

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