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Convegno Piano Casa e riqualificazione urbana

Salerno - Piano Casa Campania: una grande opportunità di riqualificazione del territorio e di rilancio del comparto delle costruzioni, rimaste però allo stato potenziale per la sostanziale inefficacia della legge varata dalla Regione Campania nel...

Piano Casa Campania: una grande opportunità di riqualificazione del territorio e di rilancio del comparto delle costruzioni, rimaste però allo stato potenziale per la sostanziale inefficacia della legge varata dalla Regione Campania nel dicembre scorso. Questi, in estrema sintesi, i dati salienti emersi dal Convegno "Piano Casa e riqualificazione urbana", organizzato dall'ANCE Salerno in collaborazione con la Provincia di Salerno, la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Salerno e l'INU, Istituto Nazionale di Urbanistica.
Dopo gli indirizzi di saluto del presidente della Provincia Edmondo Cirielli, che ha plaudito l'impegno in atto della Regione nel ridisegnare le politiche urbanistiche centrate su una forte apertura all'apporto e al contributo degli enti locali, molte sono state le critiche alla farraginosità della normativa, ma anche alla burocrazia regionale, alle lentezze procedurali, alle sovrapposizioni di competenze che frenano i programmi di intervento sul territorio.
«Bisogna snellire percorsi e adempimenti e sfruttare le risorse finanziarie esistenti a livello comunitario - ha detto il presidente dell'Ance Salerno Antonio Lombardi - che giacciono inutilizzati e che giustamente, a fronte di tali inefficienze, il Governo minaccia di avocare a sé per destinare ad altri scopi. È intollerabile che nel 2010 si discuta ancora di investimenti del Por 2000-2006 e che i fondi del programma 2007-2013, a due anni dalla scadenza programmatica, siano stati utilizzati per il 4% e impegnati per il 19%. Com'è altrettanto intollerabile che in Campania per avviare un'opera pubblica occorrano, dall'avvio del progetto all'apertura del cantiere, 1280 giorni. Così è impossibile programmare qualsiasi sviluppo o rilancio dell'economia. Inoltre bisogna rispondere in maniera incisiva ed efficace al disagio abitativo sempre più diffuso, soprattutto nel comune capoluogo, attraverso politiche che puntino al recupero ed alla messa in sicurezza dell'esistente, al risparmio energetico, ma anche ad un'offerta attenta alle esigenze ed alle aspettative delle classi sociali meno abbienti. Il fabbisogno abitativo nella nostra regione ha raggiunto livelli insostenibili, ed è stato quantificato in 350 mila alloggi».
Quanto ai progetti presentati dai giovani professionisti per il recupero delle aree in disuso, Lombardi ha evidenziato che «sono la riprova evidente di come, per riqualificare il nostro territorio, non è necessario spostarsi all'estero: ci sono validissime risorse e giovani professionalità, che occorre sfruttare e valorizzare come meritano».
L'assessore provinciale all'Urbanistica Marcello Feola ha "bocciato" - ritenendola tagliata sulle specificità del territorio napoletano - la norma del Piano Casa regionale che prevede la riqualificazione delle aree dismesse («A sud del comune di Salerno - ha detto - non ne esistono») ed ha proposto di estendere l'efficacia normativa (senza però premialità volumetriche) agli edifici rurali di fatto adibiti a prima abitazione.
Conclusioni affidate all'assessore regionale Marcello Taglialatela, che ha annunciato modifiche anche sostanziali alla normativa regionale, che andranno ad integrare i provvedimenti già varati per accelerare il rilascio dei certificati sismici, promuovere la "rottamazione" delle attività produttive che insistono in aree pericolose, incentivare la delocalizzazione delle costruzioni abitative in zone a rischio-dissesto idrogeologico, e implementare la riqualificazione delle aree dismesse. «Un grosso lavoro - ha detto - imposto dalla pessima formulazione della legge regionale varata dal governo Bassolino che, dopo una gestazione in Consiglio durata ben nove mesi, si è rivelata un aborto. Non lo diciamo noi: parla in maniera eloquente la sostanziale inapplicazione della normativa». Grande attenzione, ha annunciato l'assessore, sarà riservata nella nuova formulazione normativa anche agli interventi di social housing, finalizzati a dare un tetto alle classi sociali meno abbienti.

Il convegno si è chiuso con la cerimonia di premiazione del Concorso di Idee "La rigenerazione delle aree urbane dismesse in provincia di Salerno", organizzato dall'Ance Giovani. Gli elaborati presentati hanno riguardato sedici aree della provincia, nei comuni di Salerno, Agropoli, Atena Lucana, Baronissi, Battipaglia, Capaccio, Castel San Giorgio, Cava de Tirreni, Eboli, Nocera Inferiore, Oliveto Citra, Pellezzano, Pontecagnano, San Mango Piemonte, Santa Marina e Tramonti.
Al dibattito, moderato dal giornalista de Il Mattino Gianni Colucci, Hanno partecipato anche il presidente dell'Ordine degli Ingegneri della provincia di Salerno, Armando Zambrano, il presidente dell'Ordine degli Architetti della provincia di Salerno, Pasquale Caprio, il presidente del gruppo giovani dell'ANCE Salerno, Roberto Scermino, il presidente dell'INU Campania Roberto Gerundo, il prof. Roberto Vanacore della Facoltà di Ingegneria Università degli Studi di Salerno, la dott.ssa Maria Adinolfi, Coordinatrice Area 16 Governo del Territorio della Regione Campania e il consigliere regionale Giovanni Fortunato.

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