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Villa del Sole, Corte di Appello nomina amministratore giudiziario

Caserta - Azzeramento del cda in carica, nomina di un amministratore giudiziario e condanna al pagamento delle spese processuali: è questo, in sintesi, il dispositivo della sentenza emessa dalla prima sezione civile della Corte di Appello di...

Azzeramento del cda in carica, nomina di un amministratore giudiziario e condanna al pagamento delle spese processuali: è questo, in sintesi, il dispositivo della sentenza emessa dalla prima sezione civile della Corte di Appello di Napoli in relazione alla delicata controversia giudiziaria che riguarda la clinica Villa del Sole di Caserta.

A renderlo noto è lo Studio Legale Vittorio Esposito, Cervinara attraverso una nota stampa inviata alla nostra redazione: "Come da sentenza, depositata il 29 luglio scorso ed a firma del presidente Gaetano Annunziata, la Corte di Appello ha nominato il prof. Ciro Esposito, commercialista con studio in Napoli, amministratore giudiziario della nota casa di cura casertana, "con tutti i poteri del cda, assegnandogli termine di mesi otto per regolarizzare l'apparato amministrativo della società, espungendo i pagamenti non dovuti, recuperando quelli ingiustamente emessi, eventualmente anche in sede giudiziaria, regolarizzando le posizioni dei dipendenti, ricostruendo gli atti salienti del cda destituito ed eventualmente presentando un'ulteriore azione di responsabilità". Condannati, come si diceva, al pagamento delle spese processuali cinque azionisti della clinica Villa del Sole, rimossi contestualmente dal cda: Gianluca Maccauro (presidente), Giulio Maccauro, Maria Luisa Foglia, Pietro Riello (sindaco di CastelMorrone e capogruppo Psi alla Provincia di Caserta) e Domenico Marotta. La sentenza della Corte di Appello, in realtà, rappresenta l'epilogo dell'iter giudiziario - cosiddetta "azione di responsabilità", ex articolo 2409 - avviato dagli azionisti Paola Melorio, Cristina Melorio, Brigida Merlino, Maria Melorio, Emilio Melorio, Mario Melorio, Olga Tartaglione e Carla Pavani. Iter avviato nel marzo del 2006 e caratterizzato da una serie di tappe intermedie, come la nomina di un ispettore, nella persona del prof. Michele Pizzo, che ha relazionato alla Corte di Appello in merito agli illeciti gestionali e amministrativi perpetrati dal cda della clinica; cda che, nel frattempo, al fine di far decadere l'azione di responsabilità avviata dai ricorrenti solo in apparenza si è dato una nuova composizione, rimanendo invero sotto il controllo diretto della famiglia Maccauro e del gruppo Riello-Marotta. "Di fatto - scrive la Corte di Appello - il cda, votato a settembre del 2009, è solo apparentemente nuovo, replicando per 4/5 la composizione precedente". Cda prima di settembre del 2009: Gianluca Maccauro (presidente), Giulio Maccauro, Maria Luisa Foglia, Manzo Ortensia e Renato Esposito. Cda successivo: Gianluca Maccauro (presidente), Giulio Maccauro, Maria Luisa Foglia, Domenico Marotta (marito di Ortensia Manzo) e Pietro Riello (nuovo componente effettivo). "Al riguardo, si consideri - scrive la Corte di Appello - che l'unico estromesso dal cda, Renato Esposito, già direttore sanitario della clinica, dopo la fuoriuscita ha presentata una pesantissima denunzia (anche penale) in danno degli organi amministrativi della società". Fulcro principale dell'indagine condotta dal prof. Pizzo, che è poi l'ossatura portante del provvedimento giudiziario, le irregolarità del presidente Maccauro in primis che hanno rappresentato un grave danno per la solidità e l'immagine della casa di cura: dalla mancata esecuzione di lavori di ampliamento e trasformazione della struttura sanitaria, in virtù dei quali in data novembre del 2001 il Comune di Caserta ebbe a rilasciare anche regolare concessione in deroga, alla contrazione dei posti letto (da 250 a 150) per motivi che l'amministratore giudiziario dovrà approfondire, passando per la violazione del diritto di informazione dei soci (specialmente quelli di minoranza) poiché era stato consentito ai denunzianti di visionare i libri sociali, ma era stato negato loro il rilascio di copia degli stessi, per finire con il licenziamento di responsabili di reparto (come i dottori Emilio Melorio e Americo Porfidia, poi reintegrati dal giudice del lavoro) e la sostituzione di quest'ultimi con altri professionisti, il tutto con un aggravio di spese notevoli per le casse della casa di cura. Un capitolo a parte merita, infine, la costituzione della società New Sun, con amministratore delegato Maccauro, nella quale era stato conferito l'usufrutto delle azioni da parte dei cinque componenti il cda destituito.
"Il gruppo Maccauro - scrive ancora la Corte di Appello - senza che gli altri gruppi familiari potessero designare un proprio rappresentante, aveva finito con l'assicurarsi in modo illegittimo il pieno dominio della società partecipata ed anche una partecipazione agli utili della stessa ben maggiore di quella che sarebbe spettata in relazione alla partecipazione al suo capitale"."

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