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Caldoro e De Mita aprono la vertenza Rai

Napoli - Caldoro e De Mita aprono la vertenza Rai attraverso la richiesta di unincontro con il direttore generale. Ieri il vice presidente della GiuntaRegionale ha incontrato, anche a nome di Caldoro, assente per problemiisitituzionali, il...

Caldoro e De Mita aprono la vertenza Rai attraverso la richiesta di unincontro con il direttore generale. Ieri il vice presidente della GiuntaRegionale ha incontrato, anche a nome di Caldoro, assente per problemiisitituzionali, il direttore generale del Centro di Produzione Rai, FrancescoPinto e i vertici del Centro di Produzione della Rai di Natoli.
"Riteniamo si debba riproporre con forza la questione del Centro di Produzionedella Rai di Napoli, la più importante fabbrica della cultura del Mezzogiorno,ma pure, per le sue enormi potenzialità, uno dei fattori trainanti dellosviluppo dell'intera regione.La questione non è posta in termini rivendicativi o vertenziali, ma in terminidi proposizione e di proposta. Di proposizione di una realtà, come il Cptv, chegià dispone di risorse intellettuali notevoli e di tecnologie avanzate; diproposta di rilancio della struttura, le cui produzioni possono essereulteriormente incrementate creando positive aspettative e occupazionegiovanile.
I punti centrali, sui quali intendiamo insistere presso i vertici della Rai,sono pertanto i seguenti: la centralità del Centro di Produzione Rai di Napolinel contesto delle strategie per il Mezzogiorno e la stabilizzazione delrapporto di collaborazione, già operativo ed estremamente positivo, tra RaiNapoli e Rai Uno; la conferma delle produzioni di fiction, di cui Napoli èstoricamente capitale, il riferimento va soprattutto alla Squadra e a 'Un postoal Sole', produzioni di punta, a basso costo, che non riteniamo debbano essereridimensionate, oltre alle produzioni che sono in cantiere o potrebbero essererealizzate.

Ultimo punto, il più importante, è la dislocazione a Napoli del Canale Rai 5Cultura, un canale digitale, cui potrebbe essere affiancato un canaleradiofonico. La assegnazione di Rai Cultura a Napoli, oltre che attuare unasorta di federalismo radiotelevisivo vero, sarebbe interpretata come un segnaleforte, in termini politici, di volontà della Azienda Rai di rafforzare l'esistente. Si porrebbero così le basi per il rilancio di un centro che puòdivenire vetrina della Campania, regione dalle grandissime potenzialitàculturali e turistiche ma a volte bloccata dalla mancanza di risorse o distrategie che ne possano davvero evidenziare le potenzialità.Per questo abbiamo chiesto un incontro con il Direttore Generale della Rai intempi brevi in vista delle scelte che stanno per essere assunte.Non sarebbe giusto non tenere in considerazione la struttura di Napoli che, seopportunamente rilanciata, potrebbe portare ricchezza e lavoro".
Parlando con i giornalisti, Giuseppe De Mita ha anche ipotizzato larichiesta che si faccia a Napoli il prossimo consiglio di amministrazione dellaRai, affinchè tutti prendano coscienza delle straordinarie potenzialità dellaCPTV di Napoli, che al momento vive unicamente delle 'commesse', che da solenon sono sufficienti a fare operare a pieno regime il centro.

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