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Piano Casa: il consiglio comunale blocca la trasformazione dei siti industriali dismessi

Casalnuovo di Napoli - Nella seduta di ieri, il consiglio comunale di Casalnuovo di Napoli – presieduto dal sindaco Antonio Peluso - ha approvato all'unanimità la proposta formulata dall'assessore all'urbanistica Andrea Orefice, stabilendo...

Nella seduta di ieri, il consiglio comunale di Casalnuovo di Napoli - presieduto dal sindaco Antonio Peluso - ha approvato all'unanimità la proposta formulata dall'assessore all'urbanistica Andrea Orefice, stabilendo pertanto di impedire, su tutto il territorio comunale, la realizzazione di interventi di trasformazione dei siti industriali dismessi in edifici residenziali.La proposta partita dalla maggioranza guidata dal sindaco Peluso, si basa su una istruttoria compiuta su tutto il territorio comunale, dalle quale è emersa la presenza di numerosi siti industriali dismessi, la cui trasformazione in edifici residenziali avrebbe comportato - secondo quanto riportato anche nell'atto deliberatorio - un enorme carico urbanistico, in assenza delle infrastrutture necessarie a servire i nuovi residenti.
Nel corso della relazione che ha preceduto la votazione in consiglio comunale, l'assessore ha poi evidenziato che nel formulare tale proposta si è tenuto conto non solo dell'interesse pubblico all'ordinato assetto del territorio - che sarebbe stato ulteriormente compromesso in caso di applicazione dell'art. 7 della legge sul Piano Casa - ma anche dei bisogni di molti cittadini casalnuovesi disoccupati lavoro a seguito della crisi e della chiusura di diverse attività produttive ospitate, in passato, nei siti oggi dismessi.
Infatti è argomento di estrema attualità la situazione drammatica che vivono i lavoratori della ex Exide (oggi ILMAS), che stanno usufruendo della cassa integrazione guadagni straordinaria.
Nel corso del suo intervento, Orefice, ha fatto espresso richiamo proprio alla situazione dei dipendenti ILMAS."Nel formulare questa proposta - ha dichiarato l'assessore Orefice - abbiamo avvertito il dovere morale di dare una risposta alle istanze che provengono dal mondo del lavoro che vive un momento drammatico di crisi. Basti pensare - ha proseguito l'assessore - ai nostri concittadini che da mesi cercano di attirare l'attenzione dell'opinione pubblica soggiornando in una tenda da campeggio dinanzi allo stabilimento ex Exide. Se oggi non votassimo la delibera, pregiudicheremmo definitivamente la possibilità di queste persone di conservare il posto di lavoro. Purtroppo- ha aggiunto Orefice - il comune non ha molti strumenti a disposizione per offrire risposte al dramma dell'occupazione, ma certamente tra questi strumenti vi è quello di creare i presupposti di natura urbanistica necessari allo sviluppo economico della città, destinando a finalità produttive le porzioni del territorio comunale. Con la delibera di stamani - ha infine concluso l'assessore - tale strumento viene sicuramente esercitato posto che, di fatto, si preservi l'attuale destinazione produttiva delle aree già presenti sul territorio". Al termine della votazione sulla proposta relativa alle aree industriali dismesse, il consiglio comunale ha avuto anche modo di discutere degli adempimenti relativi agli interventi previsti dagli articoli 4 e 5 della legge sul Piano Casa.

L'amministrazione comunale non ha inteso impedire tali tipi di interventi ritenendoli meno impattanti sotto il profilo del maggior carico urbanistico, in quanto raramente determineranno unità abitative ulteriori, bensì prevalentemente solo il miglioramento abitativo del patrimonio edilizio già esistente.
"L'amministrazione da me presieduta - ha precisato il sindaco Peluso durante il suo intervento - ha ritenuto di consentire ai cittadini interessati la realizzazione degli interventi cosiddetti minori contemplati dalla legge. A tale determinazione si è giunti - ha proseguito - anche considerando che questi interventi consentiranno ai cittadini di avvalersi dell'opportunità creata dalla legge regionale, per trovare una migliore situazione alloggiativa per sé e per il proprio nucleo familiare, realizzando magari quella stanza di cui per anni hanno avvertito il bisogno, senza poterla mai edificare. Tali interventi , che produrranno tra l'altro un sensibile miglioramento della qualità dell'abitato e maggiore sicurezza dovendosi attenere al rispetto delle previste normative antisismiche - non determineranno per altro un carico urbanistico insostenibile".

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