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Rita Raucci: 'Si convochi un Consiglio per dire no alla privatizzazione dellacqua'

Capodrise - Rita Raucci promotrice della mozione contro la privatizzazione dell'acqua. Incurante dei giochi di potere che stanno infiammando la dialettica politico-amministrativa a Capodrise, la consigliera comunale indipendente, l'altra mattina...

Rita Raucci promotrice della mozione contro la privatizzazione dell'acqua. Incurante dei giochi di potere che stanno infiammando la dialettica politico-amministrativa a Capodrise, la consigliera comunale indipendente, l'altra mattina, ha protocollato una lettera al sindaco Giuseppe Fattopace e al presidente del consiglio Pasquale Buanne, nella quale chiede di porre all'ordine del giorno dell'assemblea una proposta di deliberazione sulla non rilevanza economica dell'acqua. Con la legge 116 del 2009, il Governo ha privatizzato i nostri rubinetti, sottraendo agli enti pubblici l'acqua potabile per consegnarla ai traffici delle grandi multinazionali. «Se le comunità locali non si mobiliteranno - afferma la Raucci -, dal 2011 l'acqua non sarà più un diritto per tutti, ma una merce». Poche grandi aziende potranno ricavarne profitto e, per l'aumento delle tariffe, sempre più persone troveranno difficoltà a pagare le bollette. «Mi sono interessata all'argomento - rivela la Raucci - dopo aver partecipato, il 28 gennaio, a Recale, ad un dibattito organizzato dall'associazioni ambientalista "Cruna", cui ha partecipato il padre Alex Zanotelli, ispiratore e fondatore di diversi movimenti italiani tesi a creare condizioni di pace e di giustizia solidale». Il missionario comboniano, nel suo intervento, esortò i sindaci di Terra di Lavoro ad indire consigli comunali in difesa dell'acqua, ha dichiarare l'acqua priva di rilevanza economica e a fare la scelta delle aziende pubbliche speciali per la gestione del servizio di riscossione. «Mi sono rivolta al sindaco e, attraverso il presidente dell'assemblea, a tutti i consiglieri comunali - spiega la Raucci -, con la speranza che si crei su un tema importante come questo un consenso trasversale che porti il Consiglio, il prima possibile, a riconoscere il diritto umano all'acqua, ossia l'accesso all'acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile, e lo status dell'acqua come bene comune pubblico. L'assemblea dovrà, inoltre, confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono - conclude la Raucci - una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà». Alla richiesta, la consigliera comunale indipendente ha allegato una bozza di mozione, che potrà essere il punto di partenza per affrontare il problema.

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