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Sindaci Pdl scrivono a Berlusconi: 'No a Presidenza Provincia Udc'

Caserta - Il prossimo 28 marzo 2010 la Provincia di Caserta sarà chiamata alle urne per il rinnovo del consiglio provinciale, dopo un anno di interregno con alla guida il Commissario Prefettizio a seguito delle dimissioni premature del precedente...

Il prossimo 28 marzo 2010 la Provincia di Caserta sarà chiamata alle urne per il rinnovo del consiglio provinciale, dopo un anno di interregno con alla guida il Commissario Prefettizio a seguito delle dimissioni premature del precedente Presidente della Provincia.
In queste ore si susseguono nomi di presunti candidati, per un centro destra ancora immobilizzato da possibili accordi presi "in alto loco" e assolutamente non vicini alle scelte della base; candidati del centro destra che dovrebbero guidare la coalizione alla vittoria. L'obiettivo è quello di lasciarsi alle spalle un quadriennio di buio e di inefficienza, grazie ad un centro sinistra completamente inadatto alla guida amministrativa, situazione che analogamente si è registrata a livello nazionale.
Una duplice riflessione è d'obbligo: sono gli uomini che lavorano a stretto contatto con le realtà territoriali a meglio conoscere le esigenze del territorio, quindi i sindaci. I primi cittadini hanno infatti ponderato la propria valenza, il proprio consenso elettorale scendendo in campo in prima linea, conquistando voto per voto la vittoria alle elezioni, in qualche caso anche al primo turno, senza bisogno di ricorrere al ballottaggio. I sindaci che non sono stati inseriti in liste blindate, come per le elezioni al parlamento, dove non esiste una reale capacità di valutazione di "peso elettorale" di deputati e senatori. Parlamentari che magari, potrebbero pretendere ulteriori candidature proprio alla Presidenza della Provincia, lasciando il malcontento nell'animo di chi lavora quotidianamente per la crescita delle città e far fronte ai bisogni della popolazione.
È giusto dunque evidenziare che per la candidatura a Presidente della Provincia, è desiderio dei sindaci che sia uno di loro ad essere a capo della coalizione, escludendo chi è già occupato nei banchi parlamentari e dove, essendo stati eletti, è giusto che completino il loro mandato. Ma analogo discorso valga per la formazione delle liste dei candidati a Consigliere Regionale, dove sono ancora i sindaci ad avere il diritto di precedenza, per le ragioni sopra esposte ma anche per allontanare dagli scanni di Palazzo Santa Lucia persone che pur essendo state lette nelle fila del centro deastra, hanno offerto tacita ed utile sponda allo strapotere bassoliniano.

La seconda considerazione attiene al discorso alleanze: se l'UDC desidera allearsi col PDL, libero di farlo ma senza pretendere la Presidenza, che spetta al PDL in nome di un maggior peso politico. Soprattutto di un UDC locale lasciato libero dai vertici nazionali, e che si trova a condividere gli interessi e i progetti della Lega ma anche di Rifondazione Comunista. Un ragionamento assurdo che di certo non potrà mai essere accettato proprio da Voi, nostre guide, che avete più volte ribadito discorsi quali fedeltà al partito, ricambio generazionale, di uomini con una forte motivazione e privi di comportamenti politici e morali ondivaghi.
A tal fine i firmatari sintetizzano le proprie richieste in questo modo, per evitare malcontenti e vedere così ascoltate le ragioni di chi realmente si spende nel lavoro di guida delle amministrazioni locali ogni giorno: NO a candidati alla Presidenza della Provincia di Caserta che siano parlamentari ma il designato deve essere un sindaco. Inserimento nelle liste dei candidati a Consigliere Regionale dei Sindaci. NO alla cessione della Presidenza della Provincia di Caserta all'UDC".

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