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Estorisioni, rinvio a giudizio per il deputato Porfidia

Caserta - Tentata estorsione con l'aggravante del favoreggiamento camorristico. Questo l'atto d'accusa della procura antimafia a carico del deputato dell'Italia dei Valori Domenico Porfidia coindagato con l'attuale consigliere di minoranza del...

Tentata estorsione con l'aggravante del favoreggiamento camorristico. Questo l'atto d'accusa della procura antimafia a carico del deputato dell'Italia dei Valori Domenico Porfidia coindagato con l'attuale consigliere di minoranza del comune di Marcianise Gaetano Tartaglione (Ps) e con i boss Antimo Perreca, di Recale e Gaetano Piccolo, attualmente detenuti al 41 bis. La Dda di Napoli (i pm Catello Maresca e Alessandro Cimmino, che hanno ereditato il fascicolo dal collega Raffaele Cantone) hanno comunicato la conclusione delle indagini. La vicenda oggeto dell'indagine è collegata a un avvicendamento societario che avvenne, nel giugno del 2004, alla "Villa del Sole" di Caserta, clinica in cui Porfidia lavora e di cui la moglie è socia azionaria. Il deputato autosospeso dall'Idv di Di Pietro e ora facente parte del gruppo misto, avrebbe fatto pressioni, attraverso due boss della camorra locale, presso un membro del cda tese a non far modificare le cariche e a mantenere appalti interni come portierato, parcheggio e pulizie. Nello specifico il politico si sarebbe rivolto ad Antimo Perreca, capozona del suo paese, e a Gaetano Piccolo, esponente del clan Belforte di Marcianise per il tramite del cosnigliere comunale Gaetano Tartaglione.

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