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Camorra, sequestrati beni per 50 milioni di euro al clan Farina-Martino-Micillo

Maddaloni - Nelle prime ore della mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta hanno dato esecuzione al Decreto di sequestro beni emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta di questa Procura Distrettuale, nei confronti di...

Nelle prime ore della mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta hanno dato esecuzione al Decreto di sequestro beni emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta di questa Procura Distrettuale, nei confronti di numerosi affiliati e fiancheggiatori del clan Farina-Martino-Micillo, operante in Maddaloni, Caserta e comuni limitrofi.
Le indagini che hanno portato all'emissione del provvedimento, coordinate dall'Autorità Giudiziaria e condotte dai Carabinieri di Caserta, costituiscono un ulteriore prosecuzione dell'azione di contrasto alle illecite attività gestite dal sodalizio criminale maddalonese.
Ed infatti l'attività, avviata nel 2006, ha già permesso di conseguire importanti risultati processuali, concretizzatisi nell'esecuzione di 14 Fermi nel novembre 2006 e l'emissione di 31 Ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite il 17 marzo 2009 dai Carabinieri di Caserta. Tali provvedimenti cautelari hanno consentito sostanzialmente di disarticolare la compagine camorristica maddalonese, facendo luce anche sugli omicidi di Angelo Amoroso e Angelo Cortese, entrambi consumati nel 2006, e di comprovare in modo univoco la consumazione di numerose estorsioni in danno di imprenditori e commercianti del comune di Maddaloni e zone limitrofe.
A ciò si aggiungeva poi la cattura dei latitanti Clemente D'Albenzio , elemento apicale del sodalizio mafioso e referente, all'interno dei maddalonesi, del clan Belforte di Marcianise, e di Carmine Natale , anello di congiunzione tra il clan "dei casalesi" ed il sodalizio criminale calatino.
Da ultimo, il costante monitoraggio da parte della Magistratura e delle Forze dell'Ordine del territorio di Maddaloni, permetteva di stroncare sul nascere il tentativo di ridare nuova linfa vitale al sodalizio camorristico operante in quella zona, attraverso la rideterminazione dell'organigramma del clan.
E' di soli alcuni giorni fa l'esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 affiliati, tra cui l'attuale reggente, Vincenzo Ferraro, detto "Sartana", che avevano posto in essere tentativi di estorsione in danno di imprenditori e finanche dell'Amministrazione comunale di Maddaloni.
Contestualmente veniva condotta una puntuale e penetrante attività per individuare e ricostruire le consistenti disponibilità di beni, di cui gli associati al clan calatino disponevano, acquisiti con i proventi delle attività illecite.
Dalle indagini patrimoniali emergeva quindi, come già avvenuto per altri sodalizi criminali del casertano, l'ingente disponibilità di beni e di danaro acquisiti mediante il reimpiego dei capitali provenienti dalle estorsioni, ma anche da altre attività, come il monopolio nella gestione dei videogiochi ed il traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.
La misura cautelare patrimoniale ha peraltro interessato alcuni soggetti legati al clan "dei casalesi" ed altri affiliati al clan Belforte, gruppi che, alternativamente nel tempo, sono stati alleati dei maddalonesi nella gestione delle attività estorsive.

Il sequestro è stato eseguito nei Comuni di Maddaloni, Caserta, Capodrise, Ruviano, Casal di Principe, San Cipriano d'Aversa e Castel Volturno.
Sono stati sottoposti a sequestro numerosi appartamenti, ville, autorimesse, terreni, fabbricati rurali, fabbricati in costruzione, imprese individuali, capannoni industriali, locali commerciali, auto e moto, nonché conti correnti e depositi bancari, per un valore complessivo di oltre 50.000.000/00 (cinquantamilioni) di euro.

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