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Primarie Pd, Caiazzo: 'In Campania mettere in piedi squadra di governo'

Napoli - "Sulla questione della figura che dovrà svolgere la funzione di candidato alla presidenza non credo il PD debba arrivare al dialogo con le altre formazioni con una posizione di arroganza . Perchè quello di cui abbiamo bisogno in Campania...

"Sulla questione della figura che dovrà svolgere la funzione di candidato alla presidenza non credo il PD debba arrivare al dialogo con le altre formazioni con una posizione di arroganza . Perchè quello di cui abbiamo bisogno in Campania è di costruire una squadra di governo del centrosinistra in cui il PD non abbia un atteggiamento arrogante. Se vogliamo giocarci la carta della vittoria, non ne abbiamo tante, la cosa non può passare attraverso accordi personalistici o verticistici". Lo ha dichiarato il consigliere regionale del PD, Michele Caiazzo. "Credo che dobbiamo innanzitutto costruire il programma - ha proseguito Caiazzo - e quindi proponiamo una costituente programmatica da mettere in piedi subito dopo le primarie" . Il consigliere è stato chiaro nel sottolineare che "si chiude una lunga fase di governo e se ne apre una nuova. Adesso bisogna mettere in piedi una squadra di governo , pensare ad una coalizione ampia senza pregiudizi. Una coalizione ampia non significa fare venti partiti ma avere liste forti e competitive con tante personalità : amministratori locali , forze del mondo intellettuale , tutti gli assessori regionali candidati nelle liste del PD, di Sinistra e Libertà , di Italia dei Valori di tutte le forze del centrosinistra. Tutti impegnati ad ottenere un risultato positivo alle regionali . Credo che dobbiamo essere aperti, mettere in piedi una squadra che dovrà trovare la donna o l'uomo in grado di far prevalere questo elemento di squadra, di collettivo". Dunque " Noi vogliamo una nuova alleanza per la Campania - ha continuato Caiazzo - ed un nuovo progetto di governo. Nel 2000 c'era un valore aggiunto rappresentato dalla presenza del sindaco di Napoli, figura mitica che fece la differenza. Oggi non abbiamo il Bassolino del 2000. Nell'ambito del centrosinistra, del PD oggi non c'è il Bassolino del 2000 e questo per alcuni aspetti dal punto di vista elettoralistico potrebbe rappresentare un problema ma dal punto di vista politico, se dovessimo riuscire a costruire una risposta intelligente, il valore aggiunto potrebbe essere rappresentato dalla squadra" . L'appuntamento "di domani è importante perchè il PD - ha concluso il consigliere - deve essere un partito popolare, riformatore, di massa, il partito del lavoro e un partito che non sia dell'uomo solo al comando. No ad un partito del leader ma un partito che sia un organismo democratico collettivo in cui impariamo tutti a saper sviluppare il necessario ed aperto dibattito interno, a non aver paura di discutere ".

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