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Caniglia (Pdl) su candidatura Cosentino

Napoli - "E' ora che si faccia chiarezza, dopo le tante indiscrezioni trapelate, o si lasci che la politica faccia il suo corso. La certezza per ora è che Il Popolo della libertà della Campania ha dimostrato poter ben governare con l'attuale...

"E' ora che si faccia chiarezza, dopo le tante indiscrezioni trapelate, o si lasci che la politica faccia il suo corso. La certezza per ora è che Il Popolo della libertà della Campania ha dimostrato poter ben governare con l'attuale classe dirigente, e merita di poter indicare, in mancanza di fatti concreti che lo impediscono, come candidato alla presidenza della regione il proprio coordinatore, cercando di avviarsi serenamente verso la campagna elettorale. Basta interventi strumentali e a tempo da parte di 'amici' e oppositori. E' ora che si parli di politica, dei problemi della regione e dei suoi cittadini. In questi ultimi anni Forza Italia prima, di cui Cosentino è stato leader regionale, e il Pdl poi, che l'ha visto confermato nel suo ruolo, hanno ottenuto rilevanti successi sia elettorali sia politici, dimostrando di saper risolvere i problemi concreti, vedi l'emergenza rifiuti, con l'aiuto del presidente Berlusconi, costruendo così la strada che potrà portare il centrodestra, dopo i disastri della sinistra, al buongoverno della regione. Il Popolo della libertà della Campania vuole terminare questo percorso che ha tracciato insieme alla sua dirigenza locale, e che oggi lo vede in dirittura d'arrivo per il traguardo regionale, e la sua maggioranza se non la totalità vuole che a guidarlo sia Cosentino. I risultati del sondaggio di questi giorni del Corriere del mezzogiorno, che danno al coordinatore campano quasi la metà delle preferenze, vanno in questa direzione. E' doveroso lasciare cadere ogni dubbio, lo stesso Cosentino ha dimostrato di non averne, dichiarando di rinunciare a ogni protezione derivante dal suo ruolo, per lui la 'colpa' che gli è attribuita è quella di essere di Casale. Allora se Cosentino è 'reo' di essere di Casal di Principe, bisogna respingere con forza l'idea che casalese è uguale a camorrista, e siciliano è uguale a mafioso, per i tanti siciliani e casalesi onesti allora dico: "Siamo tutti siciliani, siamo tutti casalesi".
L'ipotesi di altra candidatura, in mancanza di fatti concreti, sarebbe come sostituire l'allenatore di una squadra, che ha ben lavorato durante tutta la stagione, all'ultima gara, dando ad altri la possibilità di vincere il campionato".

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