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Tutti gli uomini e le insidie che rischiano di affossare la candidatura di Cosentino

Napoli - Il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino sa benissimo che il suo futuro politico dipende dalla battaglia che in questi giorni si sta consumando all'interno del suo partito. E' nel Pdl campano, infatti, che si trovano i suoi nemici...

Il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino sa benissimo che il suo futuro politico dipende dalla battaglia che in questi giorni si sta consumando all'interno del suo partito. E' nel Pdl campano, infatti, che si trovano i suoi nemici più agguerriti e quello che si sta scatenando in questi giorni, qualora non fosse ancora chiaro, è la prova del nove di ciò che covava all'ombra del Vesuvio nello schieramento berlusconiano campano.
E dire che la candidatura a Governatore della Campania il politico di Casal di Principe la stava costruendo da anni in maniera scientifica occupando tutte le postazioni di potere all'interno ed all'esterno del partito, abbattendo ed eliminando i suoi avversari interni e stringendo alleanze con i potenziali alleati esterni al suo partito. Tra i primi ci sono sicuramente i "Martusciello's brothers" che pure avevano avuto il merito di aver organizzato il partito azzurro a Napoli ed in Regione Campania senza mai, però, riuscire a scalfire il potere consolidato di Antonio Bassolino e del centrosinistra. Tra i secondi c'è sicuramente Domenico Zinzi che in questi giorni sta dando man forte al sottosegretario affinchè l'Udc si allei con Cosentino ed il centrodestra nonostante Pier Ferdinando Casini abbia delegato "in bianco" per le alleanze in Campania al sempreverde Ciriaco De Mita. Ma Zinzi si muove in virtù di un rinnovato patto che vede Cosentino a Santa Lucia e lui stesso alla guida di Corso Trieste nelle prossime competizioni regionali e provinciali.
La corsa di Cosentino alla Regione è piena di insidie, dicevamo, e i nemici contano almeno quanto gli amici. Sabato scorso a Palazzo Grazioli, nella residenza privata romana del Premier Berlusconi, il gotha del Pdl campano, deputati, senatorie ed amministratori che contano, avevano gridato all'unisono "Nicola for President" e questo cosa aveva fatto tirare un sospiro di sollievo al coordinatore del Pdl campano visto che anche i responsabili nazionali del partito, Verdini e Bondi, avevano rimarcato l'importanza della voce del territorio nella scelta del candidato. Ma in soli 3 giorni sulla stampa locale e nazionale si è scatenato il putiferio. Tra i suoi avversari, tra i quali ci sono sicuramente l'ex parlamentare Alfredo Vito (che gli contesta la sua mancata candidatura alle scorse politiche), il vice capogruppo Pdl alla Camera Italo Bocchino (suo concorrente alla leadership della destra campana) e l'ex ministro Stefano Caldoro (che aspira a sostituirlo nella designazione a Governatore). Ognuno di loro ha motivazioni personali e politiche per contrastare l'ascesa di Cosentino e tutti gli stanno sbarrando la strada con ogni mezzo.

Nei giorni scorsi, inoltre, ed anche oggi, alcuni media locali e nazionali hanno rispolverato la vicenda che vede ben 5 pentiti accusarlo di aver avuto rapporti con la camorra casalese. In virtù di quest'accusa il sottosegretario sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati, ma lui nega nella maniera più assoluta. Una brutta storia che però, come si può ben capire, è musica per le orecchie dei nemici di Cosentino che vorrebbero bruciare sul nascere la sua candidatura e indurre Berlusconi, a cui spetta l'ultima parola, a sostituirlo per tempo, prima che l'argomento venga usato dal centrosinistra per tentare di vincere le elezioni.
Come poteva immaginarsi anche la rete ha subito captato lo scontro in atto tanto è vero che su facebook è possibile trovare sia gruppi a sostegno della candidatura di Cosentino, sia quelli che la contrastano anche in maniera molto vivace. Chi vivrà vedrà.

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