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Calatia, Celiento (Pd): 'Il consigliere Basile ha la memoria corta'

San Nicola la Strada - Nel corso dell'ultimo consiglio comunale dove si è discusso ed approvato il recesso dall'Unione dei Comuni Calatia, il consigliere comunale Francesco Basile (lista civica Intesa) è intervenuto nella discussione consiliare ha...

Nel corso dell'ultimo consiglio comunale dove si è discusso ed approvato il recesso dall'Unione dei Comuni Calatia, il consigliere comunale Francesco Basile (lista civica Intesa) è intervenuto nella discussione consiliare ha, in pratica, accusato il PD sannicolese di essere la causa del fallimento di Calatia. A questo duro intervento, stigmatizzato dallo stesso sindaco Pascariello, risponde il capogruppo del PD, Giuseppe Celiento, rispedendo le accuse al mittente ed accusando il consigliere Basile di avere la memoria "corta". "Durante l'ultima seduta di consiglio comunale" - ha affermato Celiento - "abbiamo apprezzato il basso profilo, il senso di responsabilità e la coscienza civile del Sindaco nel suo intervento per il recesso del nostro Comune dall'ente Unione dei Comuni. Non altresì possiamo dire del consigliere Basile" - ha sottolineato - "che anche sui quotidiani locali ha addebitato la responsabilità del fallimento della Calatia ad altri. Il consigliere forse non ricorda che la battaglia del PD del comune di San Nicola la Strada verso l'inutilità dell'ente Calatia non è recente; già il gruppo DS, nella passata amministrazione (2001-2006), aveva parlato di sprechi e di cattiva gestione dell'unione dei comuni. Su questa falsariga è continuato sempre l'interesse del gruppo del PD con numerose interpellanze, fino ad arrivare ad una richiesta di consiglio comunale. Dalla nostra prima richiesta di recesso, da voi e non da altri bocciata" - ha tenuto a precisare Celiento - "sono trascorsi circa trenta mesi. Da allora, il gruppo del PD ha sempre messo in rilievo due concetti: 1°) il contratto tra l'ente unione dei comuni e la ditta Jacta; 2°) la funzionalità dell'ente Calatia. Tutto quello che è avvenuto successivamente scaturisce da questo, il tutto conseguente alle vostre deficienze di controllo. Il contratto che voi avete firmato è penalizzante per tutti i cittadini dell'unione ed infatti: a) si tratta di un contratto di una durata settennale con una spesa superiore a 51 milioni di euro; b) è un contratto che prevedeva da parte della ditta una raccolta differenziata al 35% entro il 2007 che voi non avete controllato e fatto rispettare; c) è un contratto che prevedeva che gli introiti della raccolta differenziata erano a carico dell'appaltatore e non dei cittadini; d) un contratto dove non si parla di isola ecologica; e) un contratto che per la sua esosità ha costretto il nostro comune a passare da TARSU a TIA con un incremento percentuale medio di circa il 95% del tributo a carico dei cittadini; f) un contratto dove non c'era niente sulle modalità di svolgimento del servizio di raccolta dei RSU tanto è che avete dovuto chiedere ad altro professionista un piano organizzativo che la ditta non ha sicuramente rispettato (solo un piccolo esempio: non biodegradabilità dei sacchetti per l'umido consegnati ai cittadini); g) una unione che è stata istituita per una gestione associata dei servizi per una economia di scala e che si è limitata al solo servizio di igiene ambientale; h) una unione che ha demandato ai comuni facente parte, la determinazione della tassa/tariffa; i) una unione che dopo otto anni dallo statuto non ha mai preparato i ruoli per la raccolta; l) una unione, sebbene non funzionante, ci costa o ci è costato centinaia di migliaia di euro all'anno. Quindi a ben vedere le responsabilità sono originali, verosimilmente si sono acuite con il bilancio deficitario del Comune di Maddaloni, ma è da ricercare a monte il vero responsabile del mancato decollo e del fallimento dell'ente Calatia. A mio avviso" - ha concluso Celiento riferendosi a Basile - "a questo punto la vostra responsabilità è divenuta doppia: aver accettato supinamente tale situazione; non aver compreso o meglio dire facendo finta di non capire, chissà per quali interessi, un teorema di una semplicità lapalissiana: aver creato un ente inutile".

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