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Stellato (Pd) su Piano Case regionale

Caserta - Il 30 settembre vi è stata la prima seduta di Consiglio Regionale sul Piano Case che ha intrattenuto i consiglieri nella discussione generale sulla legge. Si tratta di un provvedimento complesso, frutto e conseguenza di un più ampio...

Il 30 settembre vi è stata la prima seduta di Consiglio Regionale sul Piano Case che ha intrattenuto i consiglieri nella discussione generale sulla legge. Si tratta di un provvedimento complesso, frutto e conseguenza di un più ampio accordo Stato-Regioni finalizzato, per un verso, al rilancio dell'economia, attraverso l'attività edilizia, e per l'altro, al recupero di aree ormai non più utilizzate e degradate all'interno dei centri urbani. Il provvedimento, come ormai si sa, costituirà un sicuro strumento per supportare la ripresa dell'economia, e per consentire, anche nei nostri centri, il recupero di interi comparti edilizi, purché infrastrutturali, non più utilizzati, e che pertanto costituiscono dei sostanziali vuoti urbani.
"Qualora le amministrazioni locali - spiega il Consigliere Regionale Giuseppe Stellato - unitamente a soggetti privati, riescano a cogliere la forte portata innovativa di tale corpo normativo, la ricaduta favorevole sui territori potrà essere di percezione immediata e concretamente visibile. Rassicuriamoci, le modalità previste di intervento sono in grado di evitare momenti di aggressione al territorio, ove si consideri che vi sono alcune esclusioni oggettive d'intervento, così come è rimessa alle amministrazioni la facoltà di escludere alcuni ambiti territoriali dalle applicazioni della legge.
Per meglio comprendere: la durata della legge è di 18 mesi, durante i quali, i soggetti interessati potranno avanzare alle amministrazioni competenti, le relative istanze. L'aspetto più delicato dell'intera legge riguarda l'articolo 5 che consente, come già anticipato, azioni nelle aree degradate, ovvero in quelle zone industriali dismesse. In tali casi l'intervento sarà subordinato però all' individuazione di una percentuale significativa di interventi da destinare ad edilizia sociale o convenzionata. Come si vede, si tratta di un'ottima opportunità sulla quale investire nel futuro dei nostri centri. Ma andiamo nel dettaglio: vi sono due tipologie d'interventi: la prima prevede l'incremento del 10% dei volumi edilizi esistenti e comunque per immobili non superiori ai mille metri cubi, il che significa che gli incrementi sono assolutamente minimali; la seconda tipologia d'interventi va a coniugarsi con l'esigenza di riqualificare aree attualmente inutilizzate o comunque in grave degrado complessivo: è dunque questa seconda categoria di operatività che crea maggiori preoccupazioni, anche se, va detto, che una corretta gestione di queste aree, consentirà di superare ogni perplessità .

Insomma, meglio ribadirlo a gran voce, di certo questa non è una LEGGE PONTE, né una normativa di condono assoluto, rappresenta invece e lo ribadisco, una valida e imperdibile opportunità che richiede anche impegno ed intelligenza nelle scelte operative.
Se esistono in provincia di Caserta delle aree già individuate? Certo che vi sono, tutti quei vecchi contenitori industriali ormai inglobati nella struttura cittadina. Per una individuazione concreta, ad ogni modo, è necessario una verifica capillare di tutti i presupposti di cui abbiamo accennato".

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