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Ridotte quote per riscatto diritto superficie

Castellammare di Stabia - Sarà approvata nei prossimi giorni dalla giunta comunale di Castellammare di Stabia, la delibera che prevede un consistente abbattimento dei prezzi di riscatto del diritto di superficie per le cooperative edilizie. Un...

Sarà approvata nei prossimi giorni dalla giunta comunale di Castellammare di Stabia, la delibera che prevede un consistente abbattimento dei prezzi di riscatto del diritto di superficie per le cooperative edilizie. Un importante risultato che consente ai proprietari degli appartamenti, in condomini realizzati su suoli comunali in concessione, di riscattare la quota di pertinenza. Un atto che arriva dopo lunghe settimane di discussioni, che hanno visto il gruppo consiliare dell'Italia dei Valori, lavorare instancabilmente per riuscire a garantire il rispetto del diritto dei singoli proprietari degli appartamenti realizzati secondo la normativa relativa all'edilizia economica e popolare.
Una questione che ha visto il capogruppo consiliare dell'Idv, Amedeo Di Nardo, ricevere la delega della maggioranza di governo cittadino, guidata dal sindaco Salvatore Vozza, a verificare che la nuova delibera venisse strutturata in modo da garantire al massimo gli interessi dei singoli cittadini.
Dunque, alla luce delle nuove direttive, che andranno in vigore nei prossimi giorni, la spesa per il riscatto del diritto di superficie in alcuni casi sarà ridotta anche del 60% rispetto a quella preventivata nelle scorse settimane.
«E' dai primi di agosto che il gruppo consiliare dell'Italia dei Valori lavora a questa problematica - spiega il Senatore Nello Di Nardo -, da quando il nostro direttivo cittadino ha raccolto le preoccupazioni di numerosi cittadini che si sono visti recapitare preventivi di spesa pari anche a 25mila euro, per il riscatto del diritto di superficie. Al termine di un lungo lavoro di ricerca e studio di normative in vigore e sentenze della Corte di Cassazione, finalmente i consigliere Amedeo Di Nardo e Luigi De Gennaro, sono riusciti a chiarire il quadro dei parametri da applicare alla normativa che consente al Comune di Castellammare di Stabia di cedere in proprietà aree comprese nei piani approvati a norma della legge sull'edilizia economica e popolare già, a suo tempo, concesse in diritto di superficie».

Un importante risultato a sostegno dell'economia familiare. Inoltre, va ricordato sia le comunicazioni inviate dall'amministrazione comunale nella seconda decade di agosto così come la nuova delibera di giunta, non sono per niente vincolanti ma danno una possibilità al singolo proprietario di riscattare il suo diritto di superficie, in quanto rimane fermo il diritto acquisito con la concessione.
«In queste ore c'è chi specula su questa vicenda - spiega il capogruppo consiliare di Castellammare di Stabia, Amedeo Di Nardo -, come nel caso dell'attacco all'amministrazione fatto dal signor Antonio Sicignano. Affermazioni puramente strumentali e false, infatti, va chiarito che la delibera n. 47 del 2004, emanata dal Commissario Prefettizio (con la quale la cooperativa Con. Sud - Casa riscattava il diritto di superficie), prevedeva una valutazione dell'area, effettuata dall'Agenzia del Territorio, di circa 1milione e 492 mila euro, per un valore al metro quadrato di circa 117 euro e non di 10 euro, come afferma il rappresentante dell'opposizione. Metodologie di calcolo non più applicabili, in quanto successivamente, nel 2007, la Corte Costituzionale ha annullato l'articolo relativo alla normativa sugli espropri, ritenendola lesiva dei diritti del singolo. A questo, inoltre, va aggiunto che successivamente, con la legge Finanziaria del 2008 è stato sancito che il valore di riferimento è riportato alla valutazione di mercato». Nessun attacco alle tasche dei cittadini, dunque, è stato sventato dalle fila di una certa parte dell'opposizione, completamente assente al dibattito in materia. «Occorre far presente che in realtà come Modena, Ferrara e Macerata - aggiunge il capogruppo consiliare Idv - le operazioni di riscatto sono avvenute in anni precedenti quando era possibile applicare la pregressa normativa, ora illegittima. Infine non bisogna trascurare che le quotazioni dell'Agenzia del Territorio, degli immobili in città, sono di gran lunga superiori ai valori di mercato delle città su menzionate o di altre città che hanno fatto ricorso alla legge vigente, a prescindere dall'appartenenza politica di chi amministra. Mi dispiace che un politico faccia false affermazione solo ed esclusivamente per mettere in cattiva luce la parte politica che governa la città».

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