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Mocerino (Udc): 'Riforma Gelmini pericolo per la scuola'

Napoli - "La riforma Gelmini non è un riorganizzazione strutturale della Scuola e dell'Università italiana, ma è un pericolo per questo sistema. I precari oggi ne cominciano a pagare le spese, rinunciando al proprio lavoro e ai propri stipendi...

"La riforma Gelmini non è un riorganizzazione strutturale della Scuola e dell'Università italiana, ma è un pericolo per questo sistema. I precari oggi ne cominciano a pagare le spese, rinunciando al proprio lavoro e ai propri stipendi. Domani toccherà agli studenti, privati dei giusti mezzi dell'insegnamento." Il presidente del gruppo consiliare UDC, on. Carmine Mocerino, così si è espresso in merito al problema Scuola- Precari, discusso oggi in seduta consiliare. "I futuri professionisti, la prossima classe dirigente si trova così a doversi formare con un budget ridotto a pochi spiccioli - ha continuato Mocerino - Questo non solo ricade su una situazione nazionale già disastrosa, che vive, o meglio sopravvive, alla crisi internazionale. Ma si riflette su uno scenario globale, dove rischiamo di arrivare fortemente in ritardo per l'istruzione e la formazione. Il rimedio tampone messo in campo dalla Regione Campania, va apprezzato. Ma non basta. È un rimedio marginale, localizzato temporalmente. E fra alcuni mesi l'eco del disastro sarà ancora più forte. Questo è il grido del dolore dei tanti precari che hanno manifestato nei giorni scorsi. Si tratta solo di una soluzione temporale per l'occupazione e certo non porta lontano. Sarebbe auspicabile un tentativo di revisione dell'intero progetto ministeriale per inserire tutti coloro che sono stati formati in questi anni per l'insegnamento. Stiamo ormai davvero rasentando il ridicolo, e calpestando la dignità di queste persone. Ancora una volta il famoso "tampone" per calmare momentaneamente un'emorragia è stato messo in campo."
Ha poi concluso il presidente Mocerino: "E' importante ora lavorare ad un progetto per la stabilizzazione dei tanti "precari". Non si può pensare di sistemare questi lavoratori con corsi "professionali". Con l'augurio che le tristi scene di quest'estate, di professori e personale ATA, incatenati davanti a sedi istituzionali siano solo un brutto ricordo e ci insegnino tanto per non ricadere negli stessi errori, e per garantire al personale della scuola di poter lavorare e svolgere il loro mandato educativo, e alle prossime classi dirigenti, gli studenti di oggi, di avere il meglio dal sistema italiano. Questo il monito rivolto anche alla VI commissione del Consiglio, Istruzione e Cultura, di cui ne sono membro"

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