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Due reggimenti Garibaldi sostituiscono i par Folgore

Caserta - Nel giorno del lutto nazionale per i morti nell'attentato di Kabul di giovedì scorso e del ritorno a casa della salma delle sei vittime la Sardegna ha salutato la Brigata Sassari in partenza per l'Afghanistan dove, entro i primi di...

Nel giorno del lutto nazionale per i morti nell'attentato di Kabul di giovedì scorso e del ritorno a casa della salma delle sei vittime la Sardegna ha salutato la Brigata Sassari in partenza per l'Afghanistan dove, entro i primi di ottobre, sostituirà la Folgore sul teatro operativo. Alla missione parteciperanno i due Reggimenti "gemelli" della Grande Guerra, il 151° ed il 152° (decorati ciascuno di tre medaglie d'oro), più il 5° Reggimento Genio Guastatori di Macomer (Nuoro), col rinforzo del 1° Reggimento Bersaglieri, di stanza a Cosenza, e del 131° Reggimento Carri. Entrambi i reggimenti sono organici alla Brigata Bersaglieri Garibaldi di Caserta. L'ansia dei genitori dei ragazzi in partenza per l'Afghanistan è l'ansia di tutti i sardi ed i campani. Ma siano sicuro che gli uomini e le donne con le stellette sapranno non rendere vano il sacrificio dei caduti di giovedì e di tutti gli altri. Certezza nelle capacità operative del contingente italiano è stata manifestata anche dal comandante del secondo comando forze operative della Difesa, il generale Francesco Tarricone, che parlando alla rappresentanza di militari schierati nella piazza d'armi della caserma Gonzaga, sede del 152° Reggimento, ha ricordato la capacità dei "sassarini" in tutte le missioni cui hanno partecipato di coniugare l'aspetto militare con quello di aiuto concreto alle popolazioni. Il 1° Reggimento bersaglieri è attualmente agli ordini del Colonnello Francesco Maria CERAVOLO e sarà inquadrato nel Regional Command West della Brigata Sassari, mentre il 131° Reggimento Carri, comandato dal Colonnello Claudio DEI, avrà la responsabilità dell'attività del Provincial Reconstruction Team (PRT) italiano, con il compito di sviluppare progetti di ricostruzione assieme alla componente civile del ministero degli Esteri. Il team di ricostruzione provinciale è costituito da non meno di 150 militari, con compiti di cooperazione civile e militare e di protezione della forza, e da una squadra del ministero.

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