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Polverino: Nussun atto per il Centro Commerciale Naturale

Caserta - "Negli atti della Giunta Regionale, non vi è traccia del reintegro di Caserta nelle 5 aree pilota sul territorio regionale. Pertanto, la situazione rimane immutata. Voglio solo augurarmi che l'incontro tenutosi a Napoli, alla presenza...

"Negli atti della Giunta Regionale, non vi è traccia del reintegro di Caserta nelle 5 aree pilota sul territorio regionale. Pertanto, la situazione rimane immutata. Voglio solo augurarmi che l'incontro tenutosi a Napoli, alla presenza del Sindaco Petteruti, non sia andato a vuoto". Sui Centri Commerciali Naturali, ritorna il Consigliere del Pdl, Angelo Polverino. Con un'interrogazione all'assessore regionale alle Attività Produttive, Riccardo Marone, il Consigliere chiede che sia subito messo in atto un provvedimento, che inserisca Caserta nel quadro delle risorse per la realizzazione del Centro. "La situazione va seguita passo passo. Con la crisi in atto al Comune di Caserta, c'è da pensare che nessuno faccia pressione per ottenere il risultato pieno. L'assessore Marone - continua l'esponente del Pdl - non credo proprio che abbia Caserta nei suoi pensieri. Non è stata accolta nemmeno la mia richiesta di revoca della delibera 1340, pubblicata sul Burc dello scorso 24 agosto. Tutto questo significa che siamo solo di fronte ad un impegno sulla parola. Non c'è ancora nero su bianco e questo depone male, soprattutto nei confronti delle Associazioni di categoria di Caserta, che si sono battute per l'esclusione di Caserta". Non lo dice Angelo Polverino, ma sembra proprio che le sue preoccupazioni siano fondate. Dopo l'esultanza dei giorni scorsi, la fase di stallo può essere giustificata da un motivo ben preciso. "In ballo ci sono finanziamenti e questioni di campanilismo. Mi spiego. Nessuno vuole cedere e le città indicate nella fase di sperimentazione dei Centri sono difese oltremodo. I conti - chiarisce Polverino - non tornano. Nessuno è d'accordo a dividersi ulteriormente i finanziamenti. Non è semplice mettere nuovamente insieme gli artefici della ripartizione dell'accordo capestro, che ha portato Cava dei Tirreni ad essere preferita a Caserta. E mentre Petteruti è alle prese con il nuovo esecutivo, a Napoli si pensa solo alle elezioni del Segretario regionale del Pd. In tutto questo bailamme, è sempre Caserta a pagare il prezzo di una valutazione fatta per opportunità politica. Una valutazione che di fatto estromette ancora l'unico capoluogo della Regione". Dalla Regione nessuno si pronuncia, nemmeno D'Antuono, il Coordinatore dell'Ufficio Piani e Programmi. "Ho chiesto - conclude Polverino - l'atto che pianifica il nuovo assetto dei Centri Commerciali Naturali in Campania, ma inutilmente". Diventa un sogno fare shopping nel centro storico di Caserta in un'ottica di sistema, che sappia unire un programma di accoglienza ed eventi legati alle tradizioni e al folklore locale, se rapportato ad un'altra decisione che farà discutere. La Regione sceglie il Borgo di Sant'Agata de'Goti nell'ambito della partecipazione ai programmi per i finanziamenti 2007 - 2013. "E' vero. Il Borgo di Sant'Agata viene preferito a quello di Casertavecchia, perché in prospettiva turistica, stando alle indicazioni della Regione, è quello che maggiormente si presta per le peculiarità artigianali e per il suo patrimonio storico-artistico. Un altro schiaffo alla città di Caserta".

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